Riportiamo dall’agenzia missionaria Misna:

“Chiediamo al Consiglio di prendere, con urgenza, tutte le misure necessarie per evitare un nuovo conflitto, in una regione da lungo tempo devastata da violenza, spargimento di sangue e distruzione”: è un passaggio della lettera firmata dal ministro degli Esteri di Gibuti, Mahmoud Ali Youssouf, e consegnata oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nella missiva si chiede un intervento dell’Onu nella crisi frontaliera in corso da due settimane con l’Eritrea, accusata di aver sconfinato e costruito postazioni militari difensive. Dopo aver denunciato “una vasta concentrazione di truppe eritree lungo il confine a partire da febbraio” e gli inutili tentativi del governo di Gibuti di risolvere la questione per vie diplomatiche, il ministro degli Esteri ha aggiunto che “nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti a ottenere una risposta credibile” da Asmara. Il ministro ha poi confermato le parole del presidente, mettendo in guardia il Consiglio di sicurezza sul “reale pericolo di un confronto armato con l’Eritrea” dopo aver evidenziato che “le forze armate dei due paesi sono dispiegate, in stato di massima allerta, da entrambi i lati del confine”. Youssouf, che condanna il comportamento “intimidatorio” dell’Eritrea, denuncia la “provocazione contro la sovranità territoriale” di Gibuti da parte di Asmara, che, secondo il ministro, avrebbe mire sulla regione strategica di Ras Doumeira. Asmara ha smentito di avere
problemi territoriali con Gibuti e ha definito un “malinteso” lo sconfinamento in un’area definita “terra di nessuno” alla frontiera tra i due paesi.
“Non ci sono problemi con Gibuti, non ce ne sono mai stati” ha sostenuto Grirma Asmerom, ambasciatore eritreo presso l’Unione europea, in reazione alle accuse di Gibuti, secondo cui l’esercito eritreo avrebbe sconfinato e costruito postazioni militari difensive all’altezza di Ras Doumeira. Tre giorni fa il ministro degli Esteri di Gibuti aveva interpellato sulla questione il Consiglio di sicurezza dell’Onu, dopo averlo fatto con l’Unione africana (UA) e la Lega Araba. Oggi in alcune interviste alla stampa internazionale il presidente di Gibuti, Ismael Omar Guelleh, ha ribadito che l’esercito eritreo ha violato l’integrità territoriale del proprio paese e che “i due eserciti si trovano l’uno di fronte all’altro” in un clima “non amichevole”, pur ammettendo che finora non c’è stato da parte dei militari eritrei alcun atteggiamento bellicoso. Secondo Guelleh, Asmara è al corrente dei lavori in corso al confine ma il presidente Asayas Afeworki non sembrerebbe capire che i suoi militari si trovano in territorio straniero. Doumeira è un piccolo villaggio di confine abitato da gente di etnia afar.

Sull’argomento è possibile leggere anche questi articoli da Reuters (in inglese): uno, due, tre.

ISCOS Marche è presente in Eritrea con alcuni progetti di sostegno alimentare e sindacale.