A Bali, Indonesia, si è tenuta ieri un’inedita consultazione tripartita tra le parti sociali europee ed asiatiche e i Ministri del Lavoro, all’interno del Summit dei sindacati ASEM, che riunisce oltre 40 sindacalisti europei ed asiatici.

I ministri del lavoro di Olanda, India, Slovacchia e Cipro, e i vice ministri di Cina e Giappone, hanno preso parte alla consultazione. Il commissario europeo per l’impiego e gli affari sociali ha fortemente sostenuto il processo di dialogo con i partner in ASEM. La delegazione degli imprenditori si è unita alla richiesta dei sindacati per richiedere riunioni formali e regolari.

ASEM è una piattaforma informale creata 12 anni fa da paesi Europei ed Asiatici come strumento per sviluppare il dialogo e la cooperazione fra le due regioni. Ad oggi è composta dai 27 paesi europei e dalle 10 nazioni ASEAN così come da Cina, India, Giappone, Corea, Mongolia e Pakistan.

Durante la consultazione i lavoratori hanno sottolineato le mancanze nel lavoro dignitoso in molte nazioni. Govindasamy Rajasekeran, presidente di ITUC Asia – Pacifico, ha ricordato l’aumento del lavoro precario in Asia. “Un numero crescente di lavoratori si trova in relazioni lavorative molto instabili. Vengono definiti irregolari, temporanei, atipici o a contratto, ma la realtà è che sono senza adeguate protezioni sociali e legali”, ha dichiarato.

I lavoratori hanno richiesto con forza un approccio alle migrazioni per lavoro basato sui diritti e sulle differenze di genere: “Rifiutiamo gli approcci di sicurezza alle migrazioni e chiediamo ai ministri e alle parti sociali di impegnarsi maggiormente nella gestione dei flussi migratori”, ha detto Bianca Kuehl del DGB, Germania.

Fonte: ITUC