Riportiamo da Misna:

Farid EsackIl lato orientale del muro di separazione (muro “della vergogna” o barriera di annessione coloniale secondo diverse associazioni per i diritti umani) che divide la Cisgiordania da Israele sta per ospitare uno dei più grandi graffiti al mondo. Attivisti olandesi e palestinesi scriveranno sulle lastre di cemento che lo compongono una lettera di oltre 2000 parole, in cui l’autore denuncia “la brutalità dell’apartheid israeliano”. Il testo, opera dell’intellettuale e attivista politico sudafricano Farid Esack, nominato dall’ex-presidente e premio Nobel per la pace Nelson Mandela alla guida di una commissione per i diritti umani e l’uguaglianza di genere, sarà scritto nero su bianco su un’unica riga, lunga circa 2500 metri. “Hanno forse dimenticato, i nostri fratelli e sorelle ebrei, l’umiliazione da loro patita” si chiede Esack nella missiva “ al punto che, nella loro terra, assistiamo a qualcosa di più brutale, spietato e inumano di quanto mai accaduto durante il regime di apartheid?”. In un altro brano, riportato oggi dal quotidiano israeliano Ha’aretz, lo scrittore musulmano sottolinea, in riferimento alla recente offensiva israeliana ‘Piombo fuso’ sulla Striscia di Gaza, costata la vita a oltre 3000 persone, che “neanche durante la segregazione razziale in Sudafrica si erano usate bombe e armi micidiali contro civili disarmati”. Secondo gli attivisti impegnati nel progetto, la scrittura del testo richiederà all’incirca otto giorni; la lettera andrà ad aggiungersi ai circa 850 messaggi che dal dicembre 2007 gli attivisti di ‘Send a message’, una ong di attivisti olandesi e palestinesi, hanno scritto sul muro e che gli sono stati commissionati per soli 30 euro da internauti di tutto il mondo. “Il nostro è un modo per dimostrare ai palestinesi che non sono soli e che il mondo non li ha dimenticati” dice Justus Van Oel, responsabile del progetto per parte olandese. Quanto ai palestinesi, i graffiti sono un modo per esorcizzare le difficoltà e inviare un messaggio all’esterno, precisa Faris Arouri, da parte palestinese: “Siamo persone come te, con senso dell’umorismo e voglia di vivere”.

Per saperne di più: Send a message

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