ITUC condanna con forza il processo contro Aung San Suu Kyi, l’unico premio Nobel al mondo in carcere. L’unico scopo di questo processo farsa sembra quello di impedirle di partecipare alle prossime “elezioni” del 2010.

Dal 1989 Aung San Suu Kyi ha passato 13 anni agli arresti domiciliari, che di per sè costituiscono una violazione dei sistemi legali internazionali e persino di quello birmano. Agli inizi di questo mese, dopo l’incidente legale che ha visto un cittadino americano nuotare fino a casa sua per poi essere arrestato e rilasciato 3 giorni dopo, è stata arrestata e portata alla nota prigione di Insein. Anche il suo dottore e due infermiere sono stati arrestati, con il divieto di poterla vedere.

Martedì cinque dei 22 testimoni dell’accusa sono stati ascoltati. Il processo è tenuto sotto strette misure di sicurezza.

La fine degli arresti domiciliari era prevista per il 27 maggio prossimo. Il regime birmano sta soltanto cercando un pretesto per estendere la detenzione. L’unica colpa di Aung San Suu Kyi è di difendere i diritti del popolo birmano. ITUC chiede il suo rilascio, e che con lei vengano rilasciati gli oltre 2.100 prigionieri politici birmani.

Foto di Kathino

Fonte: ITUC

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