Da Conquiste del Lavoro

Congiuntura difficile per i sindacati albanesi

di Giuseppe Iuliano*

Tirana (nostro servizio).

Un applauso sentito ha accolto al congresso della confederazione sindacale albanese Bspsh l’intervento di Stefano Mastrovincenzo, Segretario della Usr Marche, che ha portato il saluto della Cisl e del segretario generale Raffaele Bonanni ed ha parlato anche a nome di Cgil e Uil, tutti presenti a sostenere il sindacato albanese in una congiuntura piuttosto delicata. Ma nell’applauso c’era anche tutto il calore dei delegati albanesi, stretti intorno al presidente Gezim Kalaia, da poco recuperato dopo una gravissima crisi di salute ed un intervento chirurgico, effettuato in Italia, proprio ad Ancona, dove ha ricevuto le attenzioni e l’affetto solidario della Cisl, della Usr e dell’Iscos Marche. Dopo alcuni mesi di riabilitazione Gezim Kalaia è rientrato in Albania e si è presentato in piena forma al Congresso della sua Confederazione, che lo ha confermato ieri nella massima carica. Il sindacato albanese attraversa, come dicevamo, una fase molto difficile: il presidente recentemente rieletto, Sali Berisha, ha deciso in effetti di “sequestrare” alle confederazioni sindacali, con un provvedimento governativo, le proprietà immobiliari che erano appartenute alle Unioni professionali dell’ex regime comunista e che egli stesso, nel 1992, aveva consegnato con un decreto alle nuove confederazioni sindacali democratiche. Dagli affitti delle proprietà i sindacati traggono risorse indispensabili per le loro attività, consapevoli dello scarso apporto, in primis per la mancanza di lavoro, che proviene alle loro casse dalle quote di affiliazione dei lavoratori. Le due confederazioni sindacali albanesi (accolto con applauso e “fairplay” l’intervento al congresso del vicepresidente dell’altra confederazione Kssh, Dobrushi) hanno incassato la solidarietà ed il sostegno delle delegazioni internazionali presenti in Albania, impegnate con la Ces e la Csi a tentare una mediazione con il Governo albanese in evidente violazione di convenzioni internazionali dell’Oil (N. 98, rispetto per le proprietà delle Organizzazioni Sindacali). Al Congresso c’erano, oltre a Cgil, Cisl e Uil, l’Icem, il sindacato del Kosovo, quello dell’Azerbajan, le due confederazioni polacche, sia Solidarnosc che Opzz e soprattutto il sindacato serbo Nezavisnost, il cui presidente Branislav Canak, ben conosciuto dalla Cisl per una sua partecipazione alla Festa di Levico, ha fatto un intervento toccante ed apprezzato, capace di superare ogni residuo di pregiudizi sulle frizioni etniche che hanno caratterizzato l’area balcanica, non esclusa l’Albania. L’intervento di Kalaia, atteso perché la Bspsh si è sempre troppo esposta in un appoggio esplicito al Partito democratico di Berisha, ha spiegato i motivi del sostegno alla coalizione che ha vinto le elezioni. L’appoggio convinto è stato offerto, ha sostenuto Kalaia, con la speranza che la colazione di maggioranza facesse proprie le piattaforme proposte dal sindacato, ma infine ha ribadito l’importanza che non dalla politica, ma solo dall’impegno e dalla forza delle organizzazioni sindacali possono scaturire risposte concrete alle esigenze di tutela del mondo del lavoro. Questi passaggi del discorso sono stati particolarmente apprezzati dalla delegazione della Cisl, che sull'”autonomia” insiste da sempre nelle relazioni di cooperazione e negli interscambi con i sindacati albanesi. Molti sono i problemi irrisolti e le necessità della Bspsh e della Kssh, ma la presenza sempre più visibile di giovani quadri (frutto anche dei corsi di formazione dei progetti dell’Iscos Marche), la consapevolezza dei gruppi dirigenti sull’importanza del rafforzamento organizzativo e del ruolo di interlocuzione negoziale del sindacato, una certa “sprovincializzazione” che si avverte nei riferimenti convinti all’Europa e nello sguardo attento alle novità dello scenario internazionale con il cambio di orizzonte proposto dal Presidente Usa Obama, lasciano qualche margine di speranza per un sindacato così vicino e nello stesso tempo così lontano dal nostro paese e da una consapevolezza europea. C’è l’esigenza in ogni caso di una conferma del nostro impegno di solidarietà e di un più convinto coinvolgimento nella cooperazione con l’Albania da parte di tutta la comunità sindacale europea ed internazionale.

* Dipartimento Politiche Internazionali Cisl

ISCOS Marche