Il 20 marzo 1991, durante le prosteste contro il regime comunista, nasceva la federazione dei sindacati indipendenti albanesi, BSPSH.
E’ composto da 18 sindacati con circa 120.000 iscritti.
Iscos e Cisl Marche, dopo anni di collaborazione e progetti comuni di sviluppo, vogliono augurare a tutti gli amici della BSPSH un futuro di crescita e conquiste per i lavoratori albanesi.

Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento di Fausto Mazzieri, direttore di ISCOS Marche, alla conferenza organizzata per il ventennale.

Cari colleghi, gentili signore e signori, illustri autorità,

é con grande piacere che porgo a voi tutti il saluto della CISL – Confederazione Italiana dei Sindacati Lavoratori della Regione Marche, che attraverso l’ISCOS – il suo Istituto Sindacale di Cooperazione Internazionale, rende attiva e visibile da anni la solidarietà dei lavoratori italiani con i Sindacati, i lavoratori e le istituzioni dell’Albania.

La celebrazione del ventennale della fondazione del BSPSH rappresenta un importante momento della vita della vostra Confederazione e la presenza di una così vasta platea di persone se da un canto è motivo di orgoglio e di soddisfazione, dall’altro è un invito ad essere sempre più impegnati nella promozione e nella difesa dei diritti dei lavoratori e nella costruzione della democrazia in Albania.

La parola italiana “sindacato” – traduzione di trade union – significa “stare insieme per promuovere giustizia”. E’ una frase bella che invoca una dimensione di persone unite per un nobile scopo. Ogni realtà in cui esiste un sindacato che sa ascoltare le esigenze dei lavoratori, che li valorizza come persone e si adopera per tenerli uniti, per tutelare il lavoro, per promuovere la giustizia e la pace è una realtà umanamente e socialmente più ricca.

Il compleanno di un sindacato, come quello del BSPSH, che festeggiamo oggi è l’anniversario di tutta una comunità e di un popolo ed è un evento che coinvolge simbolicamente le organizzazioni sindacali di tutto il mondo. E’ per questo motivo che la CISL è qui oggi a celebrare con voi questo momento con la convinzione che la cooperazione internazionale rappresenta uno strumento privilegiato per costruire assieme il dialogo, la pace, lo sviluppo e la giustizia.

Soprattutto in un fase delicata come quella che sta attraversando l’Albania.
La CISL esprime grande preoccupazione per la crisi politica che ha investito il paese e condanna i gravi episodi di violenza che l’hanno caratterizzata. Invita pertanto tutta la classe politica albanese ad opporsi al linguaggio dello scontro violento e ad instaurare un dialogo serio e costruttivo per superare questo gravissimo momento di tensione ed approdare a soluzioni concrete, condivise e sostenibili.

Ma la situazione attuale richiede che anche la società civile faccia la sua parte giocando il ruolo che le è proprio in una democrazia, uscendo quindi dal torpore che la caratterizza da tempo ed assumendosi finalmente le proprie responsabilità. Ciò si traduce, per un Sindacato come il BSPSH, in un invito ad occuparsi con maggior vigore del tema del lavoro, dei diritti dei lavoratori, della giustizia sociale.
Siamo tutti consapevoli che la pace è frutto della giustizia e che la possibilità di uno sviluppo equo e sostenibile trova la propria linfa vitale nella democrazia, nella legalità e nella solidarietà. Creare queste condizioni in Albania è un passaggio decisivo per superare i rischi di pericolose derive di stampo autoritario, o peggio di esplosione della violenza che un paese che ha chiesto di entrare in Europa non può più permettersi.
Il rafforzamento del ruolo e dell’azione del sindacato rappresenta un percorso obbligato per far crescere il pluralismo, per consentire il riequilibrio del divario esistente tra capitale e lavoro e per contrastare le situazioni di elevata vulnerabilità sociale e di povertà che – interessando la maggior parte della popolazione albanese – è fonte di instabilità, insicurezza, corruzione e violenza. E il dialogo sociale costituisce la via maestra attraverso cui il sindacato può affermare le ragioni della giustizia sociale.
L’Albania ha un evidente bisogno di Sindacato per risolvere i problemi connessi al suo sviluppo, alla pace e alla giustizia sociale. E il sindacato, attraverso la propria azione nei luoghi di lavoro e nei rapporti con le istituzioni, può ottenere, nonostante gli attacchi che subisce, significativi risultati di inclusione e di allargamento del rispetto dei diritti di cittadinanza.
Esso rappresenta per tanti uomini e donne il mezzo per uscire dalla condizione di subordinati, di soggetti sfruttati sottoposti all’egemonia del capitale.
Questa missione è sicuramente più necessaria dove predomina l’economia informale, dove il lavoro mette a rischio la vita per carenza di condizioni minime di sicurezza, dove il diritto all’educazione e alla sanità sono limitate o negate, dove il sistema di protezione sociale non dà garanzie per il futuro. Questo significa sviluppare la presenza politica e organizzativa del sindacato nelle aree urbane e rurali dove maggiore è l’ingiustizia sociale e dove predomina la povertà. Ma significa anche organizzare sindacalmente settori dove è prevalente il lavoro nero, dove la sicurezza è bassa, dove il lavoro minorile è diffuso, come le costruzioni, ma anche l’agricoltura, il commercio e il turismo, i trasporti, ecc..

La via per la democrazia e per lo sviluppo è una via che deve cominciare dai villaggi e dalle periferie urbane nelle quali il sindacato deve radicarsi per dare voce a chi non ha voce. In queste realtà il sindacato può e deve diventare molla di aggregazione per costruire anche forme di associazione cooperativa fra i contadini e i lavoratori dell’economia informale. L’obiettivo è quello di ridurre la povertà e dare la possibilità di incrementare il lavoro dignitoso.

Per troppo tempo si è pensato che un lavoro dignitoso cioè rispettoso dei diritti dei lavoratori, della loro salute, dell’ambiente di lavoro, tutelato da una rete previdenziale, con un giusto salario – fosse una prerogativa solo dei paesi e delle società ricche.
E’ venuto il tempo di ribaltare questa analisi: è ora cioè di battersi per favorire la creazione di posti di lavoro capaci di offrire, qui in Albania come in ogni altra parte del mondo, redditi sufficienti alle famiglie per garantire loro la sicurezza alimentare, per mandare i figli a scuola, per accedere ai servizi sanitari, per assicurare una vecchiaia dignitosa, per non emigrare.
E’ questo il passo indispensabile che serve all’Albania per uscire dalla morsa delle diseguaglianze sociali, della corruzione, della povertà, e proiettarla verso un futuro di sviluppo, di democrazia e di pace.
La sfida è grande, ma la vittoria è possibile. E la vostra Confederazione sa di poter contare sulla solidarietà e la cooperazione attiva e concreta della CISL

Ho voluto cogliere l’occasione della celebrazione del ventennale del BSPSH per lanciare qualche input e per ribadire la volontà della CISL e dell’ISCOS di affiancare gli amici albanesi nel loro processo di crescita e di rafforzamento, in una ottica di solidarietà internazionale che abbraccia tutte le lavoratrici e i lavoratori del mondo.

Termino formulando l’auspicio che i rapporti di amicizia e collaborazione costruiti in questi anni possano rafforzarsi ulteriormente e produrre frutti significativi e rinnovo il saluto della CISL italiana, della CISL Marche ed il mio personale a Gezim Kalaja, al gruppo dirigente e a tutti gli iscritti al BSPSH. Grazie.