Il regista algerino Merzak Allouache sembra instancabile e continua senza sosta il suo lavoro d’esplorazione e analisi del nostro tempo, del Mediterraneo e in particolar modo della propria terra: è da poco è uscito nella sale francesi Normal! (2011) girato a ridosso della primavera araba del 2011, nel quale s’interroga sul ruolo della creatività, dell’artista nella nuova Algeria, mentre il suo ultimo lavoro El taaib (Il pentito, 2012) è stato appena presentato all’interno della Quinzaine des Réalisateurs durante il Festival di Cannes da poco conclusosi e dove l’ultimo lavoro di Allouache ha vinto il Premio Label Europa Cinemas.

 

Dopo l’analisi del calvario dei migranti clandestini nel Mediterraneo con Harragas (2009), Allouache torna nella sua Algeria e affronta un tema decisamente scomodo, quello dei terroristi pentiti: El taaib si apre con un cartello nel quale si ricorda che nel clima di perdono e concordia civile è stato permesso ai terroristi di ravvedersi e tornare a casa.

 

Ma con quali conseguenze?