In attesa del Forum della cooperazione, che si terrà ai primi di ottobre a Milano, è iniziato alcuni giorni fa il percorso preparatorio partecipativo, come ha raccontato Andrea Stocchiero a VpS, di cui il Ministero ha reso ora consultabili i primi documenti di sintesi dei 10 gruppi di lavoro.

Il primo gruppo, incaricato di sviluppare il tema “come l’Italia immagina lo sviluppo mondiale post 2015”, affinché il paese abbia un ruolo più incisivo sullo scenario internazionale e di promozione dei diritti umani, ha individuato, tra le tante, la necessità di una maggiore coerenza nelle politiche e negli impegni, l’assunzione della cooperazione come forma “alta” di politica estera, la partecipazione alla definizione di una nuova governance globale degli aiuti e alla definizione di un’architettura finanziaria internazionale che preveda una nuova regolamentazione e forme di sostegno allo sviluppo.

Sintesi gruppo 1

Il gruppo due, con il tema “dove stare? Una nuova lettura geopolitica per la cooperazione italiana”, ha raccomandato la costruzione di linee guida nazionali o regionali, per definire le priorità geografiche di azione e rendere più incisivi gli aiuti, andando poi a individuare i criteri per assegnare l’urgenza degli interventi.

Sintesi gruppo 2

 

Il gruppo tre, incaricato di individuare “cosa fare. Eccellenze italiane, priorità, innovazioni”, ha sottolineato la necessità di rilanciare e riorganizzare la cooperazione italiana, a partire dalla partecipazione del “sistema paese”, con coerenza, strategie, strumenti efficienti, obiettivi chiari e più risorse, con un rinnovato riguardo a settori come sanità, salute, educazione, sviluppo sostenibile, governance locale.

Sintesi gruppo 3

Il gruppo cinque, per quanto riguarda “il ruolo dell’Italia nelle aree di crisi”, ha individuato il valore aggiunto dell’approccio italiano, raccomandando però una maggiore efficienza negli aiuti, un miglior investimento delle risorse e auspicando una nuova architettura del sistema della cooperazione, in termini legislativi, di coordinamento e revisione.

Sintesi gruppo 5

Il gruppo sei, incaricato di sviluppare la tematica “Il ruolo del privato profit e non profit nella cooperazione allo sviluppo”, ha individuato i tempi come maturi per realizzare collaborazioni strategiche e sinergiche tra le due realtà, con il soggetto pubblico quale facilitatore. Forte delle sue specificità, le raccomandazioni per l’Italia convergono su tre aree: la necessità di fare sistema tra i diversi attori, la convergenza tra un’internazionalizzazione responsabile e la cooperazione  e l’adozione di un modello di gestione responsabile come modus operandi di un’impresa, secondo le linee guida Ocse.

Sintesi gruppo 6

Il gruppo sette, sulla “cooperazione e gratuità: volontariato, terzo settore e no-profit”, ha riconosciuto fondamentale preservare e promuovere il diritto di iniziativa delle organizzazioni della società civile, aumentando la loro partecipazione e consultazione con tutti gli attori della cooperazione. Da valorizzare e sostenere il volontariato, anche attraverso un supporto di formazione, informazione e sensibilizzazione.

Per alimentare la cultura della cooperazione sono necessari un impegno politico coordinato, il coinvolgimento dei giovani, attraverso le scuole, le università, il servizio civile, e più in generale dell’opinione pubblica attraverso dei buoni spazi informativi.

Inoltre, si raccomanda urgentemente di rimuovere le barriere fiscali e burocratiche che rendono difficoltose le agevolazioni al terzo settore (5 per mille, esenzioni, rimborsi).

Sintesi gruppo 7

Per quanto riguarda invece “una strategia multilaterale unitaria: Nazioni Unite, banche e fondi di sviluppo e Ue”, il gruppo nove ha sottolineato l’importanza del multilateralismo per una buona governance globale, a cui l’Italia si deve attrezzare con una visione unitaria e condivisa della sua cooperazione, affinché il suo ruolo a livello internazionale sia efficace. Senza tralasciare i buoni esempi nazionali di “cooperazione dei territori”, che l’Italia potrebbe promuovere in ambito multilaterale.

Sintesi gruppo 9

Il gruppo dieci, sul tema “valutare e comunicare i risultati: efficacia e trasparenza”, ha sottolineato le gravi carenze dell’Italia: la mancanza di un sistema istituzionale di valutazione per la cooperazione – nonostante alcune positive esperienze però scarsamente integrate tra loro -, la difficoltà di comunicare i risultati a un vasto pubblico e il poco interesse dei media nazionali sulle tematiche dello sviluppo.

Per fare ciò, sono necessari un rafforzamento del sistema istituzionale esistente – che si indirizzi verso una politica della valutazione conforme agli standard internazionali e che ponga al centro l’accountability, ossia responsabilità e trasparenza sul proprio operato – e un approccio strategico e coordinato per quanto riguarda la comunicazione, anche posta come obiettivo all’interno dei processi di sviluppo.

Sintesi gruppo 10

viaForum Cooperazione | Le prime raccomandazioni.