Anche in tempi di crisi si può continuare a promuovere la cooperazione allo sviluppo. Lo ha dimostrato la Spagna che, nonostante i tagli alla spesa pubblica dello scorso anno, ha quasi raddoppiato dal 2003 le risorse destinate all’aiuto allo sviluppo. Lo dice l’OCSE che, nel suo rapporto sulle politiche e i programmi di cooperazione allo sviluppo della Spagna (OECD’s Review of the Development Co-operation Policies and Programmes of Spain), elogia l’impegno del Paese anche dal punto di vista della qualità dei programmi di cooperazione.

In rapporto al Reddito Nazionale Lordo (RNL), l’aiuto della Spagna è passato dallo 0,23 % del 2003 allo 0,46% del 2009 per poi scendere allo 0,43% nel 2010. E’ il 7 paese donatore a livello mondiale e sembra determinata a raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del RNL entro il 2015 fissato dalle Nazioni Unite.

Risoluta e decisa nel combattere la povertà nei paesi in via di sviluppo, il governo spagnolo con il sostegno dei partiti politici e dell’opinione pubblica non solo intende proseguire su questa strada ma ha sviluppato programmi per migliorare l’efficacia delle politiche in questo campo. Dei miglioramenti sono stati già riscontrati sul piano dell’organizzazione con il reclutamento di nuovo personale che avrà il compito di gestire in maniera più efficiente le nuove risorse finanziarie, è stato rafforzato il programma di assistenza umanitaria, sono state sviluppate strutture specifiche per migliorare la collaborazione con i paesi beneficiari, gli organismi multilaterali e il settore privato. Inoltre, la Spagna ha maturato una esperienza notevole nel campo del rafforzamento delle capacità nei Paesi a reddito medio, esperienza che può essere presa ad esempio da altri paesi donatori.

Ma dopo gli elogi, non mancano una serie di raccomandazioni da parte dell’organizzazione parigina per migliorare ulteriormente l’efficacia degli aiuti.

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