In particolare verso l’Oman, che il 18 aprile scorso ha siglato un contratto con l’Alenia Aermacchi, società del gruppo Finmeccanica, per la fornitura dei componenti, sistemi e servizi di responsabilità per 12 Eurofighter Typhoon, frutto del principale programma di collaborazione europeo nel campo della Difesa da 160 mila ore di volo. L’ordine, che era stato avanzato dallo Stato penisola arabica nel dicembre del 2012 per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro, prevede un pacchetto di supporto logistico iniziale di cinque anni richiesto dalla Royal Air Force of Oman e la consegna dei primi Eurofighter alla forza aerea omanita nel 2017. Le componenti di responsabilità Alenia, che saranno realizzate a partire dal 2014, rappresentano il 719mo Eurofighter commissionato dalla società italiana dalle forze aeree di Spagna Italia, Regno Unito, Germania, Arabia Saudita, Austria e appunto Oman. Tuttavia, nelle statistiche, l’Italia figura l’unico paese virtuoso tra i partner del G8 e del G20 a registrare una flessione delle spese militari per gli armamenti, determinandone un crollo del 19% nel periodo 2003-2012 e del -5,2% su base annua nel 2012. Siamo un paese esportatore. Ovvero le armi le fabbrichiamo noi. E non c’è da essere ottimisti se l’Italia nel 2012 ha destinato alle spese militari l’1,7% del Pil, il 2,32% in meno rispetto all’anno precedente.

viaUn mondo in guerra. Per il Sipri è iniziato il “ricollocamento” delle armi.