ISLAMABAD – La moderna autostrada che collega la capitale Islamabad a Peshawar sulla frontiera nord-ovest, può indurre al pensiero che il Pakistan ha cominciato a mettere i suoi problemi alle spalle. Questa highway del “primo mondo” con la sua superficie perfetta, passa a fianco di caselli efficienti, anche se tutto questo non è che un diversivo surreale, lungo un viaggio tragico e apparentemente senza speranza, che ha permesso di vedere questo Paese scivolare sempre più indietro nel tempo.

Del finestrino dell’auto scorrono le file serrate di alte ciminiere in mattoni, che eruttano fumo nero e denso e che sorvola i campi di grano e i terreni agricoli ricchi e bagnati dal fiume Indo e dei suoi affluenti. E quei camini ricordano subito la rivoluzione industriale della Gran Bretagna nel 18° e 19° secolo, che ha fatto conoscere lo sfruttamento di massa del lavoro e la nascita del movimento sindacale.

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