Il 23 giugno gli albanesi sono chiamati alle urne per scegliere il nuovo governo dell’Albania. Un appuntamento importante sia per il percorso europeo che per la stabilità interna del paese. I punti nodali della campagna elettorale dei due maggiori sfidanti, Edi Rama e Sali Berisha. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il 23 giugno prossimo i cittadini albanesi sono chiamati a scegliere il governo per i prossimi quattro anni. I due principali contendenti sono i politici più in vista del paese, Sali Berisha a capo del Partito democratico (PD) e Edi Rama, leader dei Socialisti (PS). Se l’integrazione europea è l’obiettivo finale di entrambi i contendenti, i piani per arrivarci si differenziano.

La campagna elettorale del Partito democratico si è focalizzata sui successi del passato come l’ingresso nella Nato e la liberalizzazione dei visti con l’Unione europea. Berisha sostiene una politica economica che si basa sulla riduzione delle tasse per le attività produttive e il miglioramento delle infrastrutture. Il governo a guida PD si è in effetti focalizzato sulla costruzione di vie di trasporto che si integrassero con quelle regionali, quale importante passo verso l’UE. Inoltre circa metà della popolazione albanese vive ancora in zone rurali dove, anche a causa delle infrastrutture del paese, si è penalizzati in termini di opportunità d’occupazione e imprenditoriali.

Da sottolineare comunque come i progetti infrastrutturali continuano ad essere caratterizzati da clientelismo nelle gare d’appalto e da scandali di corruzione.

Se i progetti infrastrutturali sono il cuore dei progetti economici di Berisha, Rama sta conducendo una campagna elettorale che si basa su una piattaforma economica del tutto differente. Il leader del Partito socialista collega il futuro economico dell’Albania alle riforme sullo stato di diritto per “europeizzare” il paesaggio istituzionale del paese. Elementi centrali del suo piano sono l’adozione di un sistema fiscale progressivo e una maggiore enfasi sulle politiche di welfare per migliorare la qualità dei servizi destinati ai cittadini albanesi con reddito medio e basso.

viaL’economia albanese, sulla via delle elezioni.