Worldreader, un’associazione non-profit già attiva sul fronte della diffusione della cultura tramite e-reader, lancia un ingegnoso programma di distribuzione dei libri tramite le reti 2G e i cellulari di vecchia generazione, grimaldelli culturali per i Paesi in via di sviluppo

 

FINO AD oggi gli ebook, rigorosamente gratuiti, li aveva distribuiti tramite ereader, nei lettori per volumi elettronici come Kindle. Strategia che Worldreader, l’Ong non-profit dedicata all’evangelizzazione laica all’insegna della cultura, continuerà a coltivare: i programmi in Ghana, Uganda, Kenya, Malawi, Ruanda e Tanzania hanno per esempio già traghettato 440mila libri elettronici in inglese e nelle altre lingue locali, dal kiswahili al twi, nelle mani di migliaia di bambini.

Numeri mostruosi che vanno a saziare un’incolmabile fame di formazione, aspetto spesso dimenticato dalla cooperazione, orientata giustamente alle emergenze umanitarie e ai bisogni primari. Ora però l’associazione internazionale ha annunciato il salto di qualità, confezionando un progetto, battezzato Worldreader Mobile, ingegnoso sotto il profilo tecnologico e allo stesso tempo economico: distribuire gli e-book direttamente sui telefonini delle persone. Quelli già in possesso dei cittadini dei Paesi in via di sviluppo. Vale a dire i cosiddetti low-end feature phones, cellulari di vecchia generazione ormai dimenticati dal mondo occidentale, perso dietro alla spasmodica corsa ai sofisticati smartphone. Che restano tuttavia privilegio di una minoranza: su 6,4 miliardi di telefoni attivi nel mondo solo 1,1 sono infatti supertelefoni.

Come fare a spedire un libro sul piccolo display del telefono di una studentessa pachistana? Facile: già dal 2011 Worldreader ha stretto una partnership con biNu, una piattaforma specializzata proprio nella distribuzione di contenuti complessi, divisi in 100 canali e utilizzati da oltre cinque milioni di persone del Terzo mondo, su dispositivi che usano la rete 2G, cioè basata su tecnologia GSM. BiNu, in sostanza, è in grado di trasformare ogni vecchio telefono in uno smartphone, almeno per quel che riguarda i servizi a disposizione e la velocità di download. Riuscendo a trasmettere i propri contenuti, fra cui i libri della ong euroamericana con base a Barcellona, tramite la rete che fa da architrave comunicativa fra India, Africa e molte altre aree.

Pochi sanno, infatti, che mentre nel mondo sviluppato è partito da qualche tempo lo sprint al cosiddetto LTE, lo standard di quarta generazione soprannominato anche 4G, quello più usato a livello globale rimane appunto il GSM: più di tre miliardi di persone in 200 Paesi usano ancora telefoni cellulari di questo tipo attraverso l’omonima rete, che diventa così l’autentico passpartout per la cultura mondiale. “La nostra missione è portare un accesso internet sociale, veloce ed economico a quei sei miliardi di persone nel mondo che non potranno mai disporre di costosi smartphone e che sono in contatto col resto del pianeta solo tramite il telefonino – dice Gour Lentell, cofondatore e Ceo di biNu – mentre l’obiettivo di Worldreader è promuovere la lettura e la cultura nei Paesi in via di sviluppo nel modo più semplice possibile. La nostra partnership è perfetta”.

viaSe l’ebook sbarca, gratis, sui telefonini del Terzo mondo – Repubblica.it.