Luigi Lama, esperto formatore CISL, ha tenuto un corso a Rabat, il 26 – 27 – 28 giugno 2013.

L’idea nasce da una riflessione partecipativa tra ISCOS Marche, FDT (Fédération Démocratique du Travail) e la UGTM (Union Générale des Travailleurs du Maroc) che ha fatto emergere la necessità di un confronto con la realtà italiana, sulla gestione e sulla comunicazione interna di un sindacato.

Per rispondere alle richieste dei nostri colleghi marocchini, ISCOS ha coinvolto un esperto formatore CISL, Luigi Lama, che ha condiviso con i partecipanti della FDT e della UGTM l’esperienza italiana e li ha portati a riflettere sulla struttura sindacale e sulla sua organizzazione interna.

Obiettivi

ISCOS si è posto come obiettivo di socializzare le conoscenze e le esperienze, stimolando un momento di apertura, di confronto e di fiducia sulla tematica della gestione interna del sindacato per individuare le possibili vie di sviluppo ed implementazione dei propri sistemi.

Metodologia

L’atelier si è svolto utilizzando la metodologia del focus group. In ognuno dei tre giorni a disposizione, la prima parte di ogni giornata è stata dedicata all’approfondimento della tematica presente nel programma, condotta da Luigi Lama che ha sapientemente presentato l’esperienza italiana nella sua globalità storica, sociale e culturale.

Nella seconda parte della giornata i partecipanti venivano divisi in gruppi da 4/5 persone, tramite l’estrazione casuale dei nomi. In tal modo si è potuta garantire un’eterogeneità che ha dato risultati significativi. Ogni gruppo ha potuto riflettere sulle informazioni ricevute durante il giorno, confrontandosi sulle differenze e le affinità esistenti. Successivamente i risultati sono stati presentati al resto dei partecipanti ed è stato dato spazio ad un dibattito in plenaria.

Contenuti

I giorno: Cos’è il sindacato. Caratteri originali dell’organizzazione sindacale; Storia ed esperienza CISL

II giorno: Organizzazione del Sindacato: elementi di teoria sulla struttura e meccanismi di funzionamento; Rapporto tra le Federazioni e le Confederazioni ai vari livelli

III giorno: Il ruolo e le politiche della CISL a livello decentrato; Il sistema di finanziamento della CISL; La presenza del Sindacato nei luoghi di lavoro (contrattazione e affiliazione) ed il sistema di servizi agli iscritti e ai non iscritti

Partecipanti: 22 persone (FDT e UGTM)

Animatori:

Luigi Lama: esperto CISL

Miriam Ivone: rappresentante ISCOS in Marocco

Valentina Arnò: Traduttrice

Amahdar Abdelilah: Traduttore

Atelier sullo scambio di esperienze

L’atelier sullo scambio di esperienza ha visto la presenza di 2 sindacati marocchini, FDT (Fédération Démocratique du Travail) e la UGTM (Union Générale des Travailleurs du Maroc) che hanno selezionato dirigenti nazionali e regionali dei propri sindacati per partecipare all’evento.

La partecipazione è stata piuttosto costante lungo i 3 giorni di incontro, e la componente femminile è stata importante, sfiorando il 50% della presenza.

Il coinvolgimento dei partecipanti si è manifestato subito grazie all’alto interesse dimostrato. Il momento del focus group è stato estremamente interessante perché gli appartenenti all’uno e all’altro sindacato hanno avuto l’occasione di confrontarsi in maniera costruttiva e talvolta animatamente, mettendo in evidenza le loro differenze e condividendo le difficoltà di ognuno. Nonostante la FDT e la UGTM abbiano posizioni politicamente opposte, sono entrambi il risultato di una scissione da un altro sindacato ed entrambi hanno un alto interesse a lavorare insieme e condividere momenti di riflessione.

Il primo giorno hanno individuato le differenze e le affinità tra il sindacalismo in Italia e in Marocco, sottolineando i seguenti punti:

Italia Marocco
nascita 1906 1955
contesto della nascita rivoluzione industriale protettorato francese
periodo nero fascismo protettorato francese
lotta sociale esiste e funziona conflitti tra manifestanti e stati
relazione con partiti autonomia politica relazione politica
affiliazione elevata meno del 10%
risorse finanziarie proveniente dagli affiliati proveniente da affiliati + stato
statuto esistente in attesa di applicazione della legge

Un punto su cui si è soffermata la discussione è l’effettività  degli accordi, ovvero il concreto ottenere i benefici legali e materiali concordati fra le parti. Un problema che si manifesta, pur in forme diverse, in entrambi i paesi. Accordi sottoscritti vengono disattesi dichiarando che sono insostenibili, che sono emerse difficoltà  impreviste, che i tempi vanno allungati oppure vanno ridimensionati i benefici. Tutto ciò logora molto più la credibilità  del sindacato rispetto a quella delle controparti datoriali e governative, portando alla convinzione che il sindacato non serve o, peggio, serve solo per dare una giustificazione ai privilegi dei sindacalisti. Elemento comune è la debolezza delle forme di mobilitazione e di lotta tradizionali, come lo sciopero, in un contesto di crisi, globalizzazione e dispersione dei lavoratori in unità produttive piccole.

Il secondo giorno si è assistito ad un dibattito molto acceso (ovvero vivace, non c’era ostilità) e costruttivo tra gli esponenti dei due sindacati. Costoro hanno analizzato i motivi che hanno prodotto le scissioni dando vita a nuovi sindacati e condiviso alcune problematiche interne. In particolare i meccanismi di formazione della leadership ed i rischi della sua degenerazione. Una dirigente della FDT ha espresso pubblicamente una critica al proprio Segretario generale presente in sala, sostenendo che era molto competente nel suo lavoro ma che doveva favorire il ricambio tanto auspicato e lasciare la sua posizione ad una donna.  In effetti la quota riservata alle donne è del 20% ma dal prossimo Congresso la FDT punta al 50% ed a porre un limite ai mandati.

A partire da questa criticità, altri  hanno evidenziato la mancanza di trasparenza  e di comunicazione all’interno del sindacato. Hanno inoltre segnalato una mancanza di visione strategica per il futuro a causa dell’individualismo, dell’incapacità di gestire i conflitti, della scarsa o mancata  motivazione e democrazia. Hanno pertanto proposto  un maggior rispetto per la donna, un approccio mirato all’integrazione dei giovani e alla creazione di cellule indipendenti per cercare di risolvere i conflitti interni.

Il terzo giorno ha rappresentato un’occasione d’introspezione, di riflessione e di analisi sul sindacato d’appartenenza. Interessante evidenziare che i partecipanti hanno concordato che l’analisi interna va fatta periodicamente perché quanto vale oggi può essere diverso in una fase successiva.

 

La valutazione dei partecipanti al corso è stata positiva. Essi sono rimasti particolarmente colpiti dall’autonomia economica dei sindacati italiani e hanno fatto richiesta di continuare su questa linea di formazione per comprendere ancor più in profondità il modello organizzativo interno ed eventualmente godere di un appoggio tecnico da parte del sindacato italiano. A questo proposito si è  anche ipotizzato un viaggio in Italia da parte di una piccola delegazione dei 2 sindacati e successivamente realizzare altri momenti di  formazione in Marocco sulle tecniche di gestione degli affiliati.

A partire dal marzo 2012, l’ISCOS ha aperto una propria sede in Marocco, con l’obiettivo di affiancare e sostenere le più importanti e rappresentative organizzazioni sindacali e della società civile nel loro sforzo teso ad affermare i diritti civili, sindacali, economici, sociali e culturali nel paese.

Partecipano a questo progetto gli ISCOS regionali di Marche, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: il ruolo di capofila e coordinamento è affidato all’ISCOS Marche

Questa attività si sviluppa nel quadro del progetto “Rafforzamento del ruolo e dell’azione dei Sindacati marocchini e delle Organizzazioni della società civile nella promozione e tutela dei diritti umani, del lavoro, delle donne e dei minori” reso possibile grazie al finanziamento delle regioni: Marche, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sicilia.