Quasi 5 milioni di persone in Myanmar hanno firmato una petizione che richiede degli emendamenti costituzionali. Il partito nazionale di opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), insieme ad una rete di attivisti, nota come 88 Generation Peace and Open Society, ha sottoposto la petizione al Parlamento alla fine della scorsa settimana.

La campagna, lanciata lo scorso maggio, ha ottenuto 4.953.093 di firme, raccolte in più di 300 città di tutta il Myanmar.

Fra le richieste, quelle di modificare l’Articolo 436, che stipula che ogni emendamento costituzione richieda l’approvazione di almeno il 75% del Parlamento per essere effettuato. Nella realtà dei fatti, questo significa che gli emendamenti devono avere l’approvazione della totalità del Parlamento, poiché un quarto dei seggi legislativi appartengono ad esponenti dell’Esercito.

Le difficoltà nel modificare la costituzione lasciano peraltro al suo posto l’Articolo 59(f), che impedisce ai cittadini con coniugi stranieri e figli nati all’estero di concorrere per le cariche di Presidente e Vicepresidente. Questa proibizione colpisce anche figure di pubblico rilievo, quali l’icona globale della democrazia e leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi. (A causa dell’Articolo 59(f),

non potrà infatti concorrere come Presidente nelle elezioni del prossimo anno, poiché suo marito è di nazionalità britannica.)

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