Diversamente dal passato, oggi i media italiani riservano dell’attenzione all’Albania. Questa nuova narrazione giornalistica come viene percepita dagli albanesi? Abbiamo posto delle domande ad alcuni cittadini di Tirana

“L’Italia aveva la sua ambasciata in Albania e sapeva che l’unico paese del blocco comunista che vedeva la televisione italiana era l’Albania. Con una mia continua tristezza, non ho mai visto alla televisione italiana una sola trasmissione sull’Albania, almeno per dimostrarci che noi che stiamo dall’altra parte del mare sappiamo che voi esistete… Solo l’Albania non esisteva. Che razza di paese è questo che non vede il suo vicino? La dittatura albanese traeva vantaggio da tutto questo: guardate, ecco l’Occidente a cui pensano alcuni di voi, l’Occidente non ne vuole sapere dell’Albania, pensa ad altri mille popoli, ma non all’Albania. Una grande amarezza per noi, perché durò quarant’anni” (Ismail Kadare, in Albania paese di fronte).

Le parole di Kadare riecheggiano lontane: a un quarto di secolo dalla caduta del muro, la “riscoperta” dell’Albania pare infatti essere l’ultima moda del giornalismo italiano. Sebbene i giovani albanesi siano sempre meno italofoni e sempre più avvezzi a sentir parlare di sé, le rinnovate attenzioni dei nostri media non potevano passare inosservate oltre Adriatico: per quelle generazioni cresciute nel mito televisivo italiano, una simile novità assume fatalmente il sapore della rivincita.

viaAlbania: i giornalisti italiani ne parlano!.