Il 23 aprile ad Ancona si è tenuto un presidio, organizzato da sindacati ed associazioni, per chiedere di intervenire per fermare le stragi nel Mediterraneo.

Fra i numerosi interventi, riportiamo quello di Amina Aboufares El Alaoui, una studentessa universitaria di Ancona.

Amina Aboufares El AlaouiOggi siamo qui perché siamo stanchi di commemorare vanamente i fatti accaduti.
E’ facile parlare di qualcosa che è passato: “Avremmo dovuto fare … se solo avessimo fatto”. Tutto in una dimensione in cui non si può più agire e nel frattempo si lascia che altre stragi e disgrazie si consumino senza intervenire.
Perché? per essere vanamente contemplate in futuro o passare completamente inosservate?
Siamo stanchi di assistere ai soliti teatrini che si mobilitano con le classiche frasi :
“Affinché una cosa del genere non avvenga mai più!!” una frase che vien detta paradossalmente da chi potrebbe mantenere questa promessa ma non lo fa.
Infatti credo, e scusate la presunzione, di parlare a nome di tutti i presenti quando dico che ogni qualvolta si organizza una manifestazione o una protesta per motivo o per un altro lo si fa con un misto di speranza e rassegnazione perché sappiamo di essere inascoltati da chi potrebbe effettivamente modificare il corso degli eventi.
“C’è un insanabile contraddizione nell’edificio stesso delle cose” diceva Leopardi. Quest’affermazione descrive perfettamente la nostra società. Ogni male che affligge l’uomo è stato messo appunto dall’uomo stesso. A parlare di pace, di speranza, di possibili soluzioni sono proprio gli artefici di tutto questo male, sono quegli stessi individui che hanno messo appunto questa macchina divoratrice di uomini e di umanità.
Vi è qualcosa di sbagliato alle fondamenta di questa società, eventi che dovrebbero scuotere il mondo e smuovere gli animi verso un cambiamento come guerre insensate, l’incarcerazione di uomini giusti o nel caso specifico la morte di quasi 800 persone alla disperata ricerca di un futuro migliore vengono passivamente accettati o addirittura recano gioia e felicità ad alcuni. Quest’ultimi sono padri, madri … membri di una società apparentemente umana e civile che esultano, con commenti che non meritano di essere ricordati, della morte brutale di ripeto circa 800 persone.

Chi è il colpevole di cotanta disumanità? A chi si vuol dare la colpa?
Alla religione? Alla crisi? O dovremmo sorvolare considerandoli solo commenti?

No, purtroppo non sono solo questo, sono il riflesso di quello che la società sta diventando.

Ad annegare insieme ai barconi è l’umanità delle persone, a essere soffocata dalla polvere delle macerie di interi paesi rasi al suolo per sporchi interessi sono le coscienze delle persone. Persone che si fanno manipolare dai dispensatori d’odio, che sono sempre pronti a trovare il capro espiatorio, a puntare il dito contro il diverso, a strumentalizzare la religione, a creare una guerra tra poveri e disperati per distogliere l’attenzione dalle loro sporche azioni, che focalizzano l’attenzione sulle diversità e le amplificano sfruttando un malcontento generale che loro stessi hanno contribuito a costruire. Un individuo che afferma che bisogna affondare i barconi sapendo che come conseguenza diretta si avrà la morte di alcune persone è un criminale, un assassino, un soggetto la cui sanità mentale è compromessa, un terrorista che non va ascoltato ma allontanato in quanto non ha nulla di umano, è solo un involucro senz’anima, una vergogna per l’umanità … E voglio fare il nome e il cognome mi riferisco a lei Daniela Santanchè … (ma come lei ve ne sono molti altri).

Ma accanto a queste persone che disseminano odio ve ne sono alcune che lavorano per il bene, quelli che Manzoni definiva gli uomini giusti che nel silenzio si fanno carico dell’umanità di molti e cercano di agire. Ed è proprio grazie a individui come questi che non hanno passivamente accettato ma agito, preteso dei cambiamenti che molti traguardi sono stati raggiunti.

“Le cose non si cambiano, il mondo è sempre stato così” sono frasi che abbiamo sempre sentito perché a qualcuno faceva comodo che noi ci credessimo, ma di cambiamenti a volte impensabili ve ne sono stati e sono riproducibili ogni qualvolta vi siano individui animati dalla stessa forza d’animo, costanza, semplicemente dalla stessa umanità di chi ha agito in passato.

Dobbiamo pretendere fatti concreti perché di discorsi e promesse ne vengono sempre fatte molte,non ha senso sentirsi umani e volere un cambiamento solo in particolari circostanze e poi riprendere a vivere normalmente incuranti di ciò che ci circonda. Serve un cambiamento, dobbiamo ripartire da quando l’uomo aveva preso coscienza che ogni individuo ha dei diritti in quanto tale, in quanto essere umano!

Per cui il diritto alla vita, il diritto alla sicurezza, il diritto di voler fuggire da una situazione di degrado e miseria per altro causata sempre da quegli individui che seguendo la religione della prevaricazione, del potere, dell’odio hanno agito indisturbati nel mondo senza curarsi delle possibili conseguenze.

“I diritti sono di tutti” – disse Gino Strada – “ altrimenti dovevano chiamarsi privilegi!”. Dobbiamo cominciare a ragionare e a vederci come appartenenti ad un’unica famiglia, la famiglia umana e ad imparare a individuare chiaramente chi sono i colpevoli di tutto questo male perché ci sono! Fingono di comprenderci, di capirci ma in realtà danno voce solo ai loro desideri e interessi manovrando i fili di un gioco di sangue, morte e disperazione a discapito dell’umanità.

 

 

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