Iscos Marche, Iscos Emilia Romagna e Cetu, confederazione sindacale etiope, stanno realizzando un progetto per promuovere i diritti delle donne che lavorano nel settore florovivaistico.

L’Etiopia è tra i primi produttori mondiali di fiori freschi, che quotidianamente raggiungono l’Olanda e il resto d’Europa.

Gran parte dei fiori che troviamo nelle nostre strade vengono dalle serre etiopi.

E lo stipendio mensile di chi lavora nelle serre è pari all’incirca al costo di un mazzo di fiori.

Per conoscere meglio questa realtà, proponiamo questa rassegna di studi e documenti.

Buona ricerca!

Il settore florovivaistico

1. L’impatto socio economico ed ambientale della floricultura

Basata su una raccolta di informazioni da altri studi, questa tesi identificata sette questioni sociali e cinque ambientali legate al settore florovivaistico.

Le questioni sociali sono: creazione di posti di lavoro, salute e sicurezza dei lavoratori, problemi per le donne e molestie sessuali, diritti dei lavoratori, salute della comunità, compensazioni per i propretari terrieri e cambiamenti sociculturali.

Le questioni ambientali sono: uso dell’acqua, inquinamento di acqua e terreno, inquinamento dell’aria e cambiamento dell’uso del terreno.

L’unico fattore giudicato positivo dagli studiosi è la creazione di posti di lavoro.

Lo studio analizza anche la performance economica del settore, e propone alcune soluzioni ai problemi identificati.

2. Lo sviluppo del settore e gli standard internazionali

Una tesi che studia le opportunità e i rischi del settore, il rispetto degli standard ILO e delle leggi del lavoro nazionali.
Lo sviluppo del settore ha avuto un impatto benefico sul lavoro e sulla partecipazione delle donne, fornendo un reddito stabile a persone economicamente vulnerabili.

Nonostante ciò, ci sono preoccupazioni per la scarsa qualità dei lavori e dei diritti per la maggioranza delle donne con gli impieghi meno qualificati.

Ci sono difficoltà nell’aderire agli standard ILO, e dubbi nel contributo alla riduzione della povertà.

Nel 2010 soltanto il 36% delle aziende della floricultura aveva una certificazione relativa a standard internazionali privati.

3. Le condizioni di lavoro e il salario

Una ricerca promossa dalla National Federation of Farm Plantation Fishery Agro Industry Trade Union (NFFPFATU) sulle condizioni di lavoro nel settore dell’orticultura, con particolari riferimenti alla produzione di rose.

Se da un lato il salario medio mensile nel settore oscilla tra 28 – 46 dollari, il costo della vita mensile va dai 43 ai 55 $.

Le reti personali e locali hanno un ruolo importante per trovare lavoro nel settore dei fiori recisi.
Da 320 interviste a lavoratori di 64 aziende è emerso che chi è assunto tramite vie informali guadagna di meno, anche se col tempo questa differenza svanisce. Lo sviluppo del mercato del lavoro in questo settore di recente sviluppo ha avuto luogo soprattutto all’interno di un raggruppamento di aziende.

4. Salute e sicurezza

Uno studio che rileva una più alta incidenza di aborti tra le donne che lavorano nelle serre a Batu.

Uno studio del 2012 su 213 lavoratori dei vivai e 60 dei supermercati, con tre visite in aziende del settore, rileva tra i lavoratori un’alta prevalenza di sintomi respiratori e dermatici. E’ stata riscontrata anche un accesso limitato alle attrezzature di prevenzione e un utilizzo non sicuro dei pesticidi.

In sette impianti, che danno lavoro ad oltre 2.129 persone, anche se a termine o giornaliero, sono state riscontrate alcune criticità.

I lavoratori possono essere licenziati senza preavviso o compensazioni; non sono formati sui rischi e le procedure di prevenzione e sicurezza; mancano le politiche per la sicurezza dei lavoratori.

La soddisfazione sul lavoro nel settore floristico: un indagine su 358 lavoratori e focus group condotti in 5 aziende, dimostra che la soddisfazione non è tanto influenzata dal genere, ma dall’educazione.

5. Violenza

Il lavoro nelle serre e la violenza.

Più in generale, viene evidenziato il legame tra violenze subite e tentativi di suicidio.

Come cambiare l’atteggiamento degli uomini per prevenire la violenza.

Donne e mondo del lavoro etiope

Il punto generale della situazione nell’analisi del sindacato etiope, CETU

Un ampio studio in cui è compreso un caso dall’Etiopia. Dimostra l’ampiezza delle differenze di genere e l’importanza di volontà politica, maggiori fondi, dati, prove, e una partnership globale per colmare queste differenze.

Un progetto di ricerca in corso su impiego ed eguaglianza di genere.

Promossa da NEXUS Emilia Romagna e CETU Ethiopia, una ricerca sulle donne nell’economia informale in 3 distretti, presentata il 21 aprile 2015

Le risorse economiche, l’impresa, l’istruzione per le donne

Una ricerca svolta nel 2012 a Nekemte, che mostra come una parte significativa delle 845 donne intervistate non abbia accesso a risorse né potere decisionale.

Studio sulle differenze di salario. In Etiopia le donne guadagnano in media il 55% di quanto guadagna un uomo.

Questo articolo esamina i fattori che hanno influenzato la sostenibilità di un campione di 500 micro, piccole e medie imprese in 5 regioni etiopi.
110 imprese sono fallite nel corso dello studio, durato 6 anni. Il 78% era gestito da donne.
Le imprese hanno chiuso per difficoltà nell’ottenere credito dalle banche (61%), incapacità di reinvestire i profitti(46%), scarse capacità manageriali(54%), mancanza di competenze tecniche (49%) e un livello di educazione basso(55%).
Le imprese gestite da donne sono state 2.52 volte più vicine al fallimento di quelle gestite dagli uomini.

Una raccolata di studi sulle differenze di genere nell’uso, accesso, adozione di risorse per l’agricoltura: tecnologiche, naturali, umane, sociali e politiche. Solitamente gli uomini hanno un accesso più alto delle donne in tutti i settori.

Un tentativo di applicazione della Household Accounting Matrix per valutare i carichi di lavoro in base al genere nell’Etiopia rurale.

Il sistema educativo superiore in Etiopia è stato riformato più volte negli ultimi anni, nella qualità e nel promuovere parità di accesso.

L’uguaglianza di genere rimane una sfida critica. Ci sono dei limiti nel modo in cui il tema del genere è interpretato e concepito: è concepito più come un problema di iscrizione, che non come rimozione delle cause strutturali che lo generano.

Donne e diritti

1. Le principali leggi e le politiche di riferimento

2. Alcuni miglioramenti

Una valutazione delle riforme verso l’uguaglianza di genere: poco alla volta si muove qualcosa.

Come la riforma del diritto di famiglia permette alle donne di ottenere lavori migliori: uno studio.

Il contributo delle donne alla vita pubblica in Etiopia è in gran parte nascosto. Questa ricerca dimostra che nonostante l’identità di genere egemonica collochi le donne nello spazio privato e casalingo, le donne hanno partecipato alla vita pubblica in modi diversi nel corso della storia.

Informazioni statistiche di base

Alcune informazioni statistiche di base sugli oltre 96 milioni di abitanti dell’Etiopia, con un approfondimento sul tema del genere.