il vertice delle Nazioni Unite lo scorso 25 settembre ha adottato la nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (“Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”),
contenente 17 nuovi obiettivi che subentrano ai dieci Obiettivi di sviluppo del millennio approvati nel 2000. Ecco in cosa consistono e i commenti sui loro contenuti.

Cosa sono

I 17 obiettivi mirano, entro il 2030, a sradicare la povertà estrema in tutto il mondo e a dimezzare la percentuale di uomini, e bambini che vivono in povertà;
creare assetti politici volti a sostenere maggiori investimenti nelle azioni di lotta alla povertà; porre fine a tutte le forme di malnutrizione; raddoppiare la produttività agricola e il reddito
dei produttori di cibo su piccola scala; ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 casi ogni 100 mille nati vivi; porre fine alle morti evitabili di neonati e bambini sotto i cinque anni di età; porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi, malaria; ridurre di un terzo la mortalità prematura causata da malattie non trasmissibili. Tra gli altri obiettivi affermati dalla nuova Agenda, il riconoscimento di un’educazione inclusiva e paritaria per tutti; il pieno raggiungimento della parità di genere e dell’empowerment femminile; l’accesso universale all’energia sostenibile; il sostegno alle infrastrutture e all’innovazione; la promozione di modelli di consumo e di produzione sostenibili; l’adozione di misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e la promozione di un uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine; il contrasto alla desertificazione, al degrado dei suoli e alla perdita della biodiversità; la promozione di società giuste, pacifiche e inclusive; il sostegno ad un rinnovato partenariato per lo sviluppo.

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Le reazioni e i commenti

Ban Ki Moon

Ottenere dei miglioramenti di portata tanto drammatica nel giro di quindici anni non sarà impresa da poco. E tuttavia già sappiamo che stabilire degli obiettivi globali è un metodo che funziona. Gli Obiettivi per lo sviluppo del Millennio, che furono adottati nel 2000, hanno migliorato le vite di milioni di persone. La povertà globale continua a decrescere; sempre più persone si sono viste garantire l’accesso a fonti migliori d’acqua; più bambini che mai frequentano le scuole elementari; e una serie d’investimenti mirati alla lotta contro la malaria, l’Aids e la tubercolosi hanno salvato milioni di persone.

 

Questi Obiettivi sono anche fortemente collegati ai nostri sforzi in nome della pace e della sicurezza internazionale. È proprio nei Paesi segnati dai conflitti che si possono individuare tanti bisogni umani. Non saremo in grado di raggiungere gli SDG senza ribadire il nostro intento di porre fine ai conflitti e alle violenze di oggi. Quando cominciano le ostilità, tante altre cose s’interrompono: la scuola, le campagne per le vaccinazioni, la crescita economica e lo stesso sviluppo. Allo stesso tempo il raggiungimento di questi obiettivi contribuirebbe a prevenire instabilità e violenze. I nuovi Obiettivi mirano perciò a promuovere società giuste, pacifiche e inclusive, l’accesso alla giustizia, e istituzioni funzionali, responsabili e inclusive. Un mondo sostenibile sarà anche un mondo più sicuro.

 

Questi SDG, altrimenti noti come “Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile”, sono il risultato della consultazione più aperta e trasparente nella storia delle Nazioni Unite, all’interno della quale individui, organizzazioni comunitarie, imprese, scienziati, accademici e altri partner hanno lavorato in collaborazione coi governi. Milioni di persone hanno condiviso la propria visione per un mondo migliore, e i passi necessari a raggiungerla. Il risultato è una vera e propria agenda di popolo. Questi obiettivi sono di natura universale; si applicano a tutti i Paesi, perché sappiamo che anche quelli dotati del maggiore benessere sono ancora lontani dal vincere la povertà o dal raggiungere una piena eguaglianza fra i generi. Non c’è un obiettivo che sia più importante degli altri; sono tutti complementari e più forti nella loro reciprocità. Prendiamo ad esempio l’accesso alla corrente elettrica, che a un bambino può permettere di studiare anche di sera. Quell’energia potrebbe derivargli da una fonte solare, e di conseguenza si tira in ballo la questione dei mutamenti climatici. A sua volta, un’industria dei pannelli solari sarebbe in grado di aiutare un Paese in via di sviluppo a migliorare la propria economia. E così migliori opportunità di studio possono a loro volta portare a migliori opportunità di lavoro, innovazione, e istituzioni nazionali più salde.

 

Se i leader mondiali si stanno recando a New York è perché capiscono la necessità di orientare il pianeta lungo una rotta più equa e sostenibile. Al centro di questa nuova agenda si trovano gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG): 17 traguardi coraggiosi ma raggiungibili che mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici e a costruire società pacifiche entro l’anno 2030.

 

In un mondo assediato da così tante sfide, problemi e dispute, il fatto che questa settimana più di 150 leader internazionali si ritrovino alle Nazioni Unite per dotarsi di una nuova visione per il futuro benessere di tutta l’umanità rappresenta un segno di speranza.

Leggi tutto l’intervento qui:

 Gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il pianeta | Ban Ki-moon

 

Papa Francesco

Papa Francesco è intervenuto all’apertura dei lavori. Qui il testo del suo discorso:

Ancora una volta, seguendo una tradizione della quale mi sento onorato, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha invitato il Papa a rivolgersi a questa onorevole assemblea delle nazioni. A mio nome e a nome di tutta la comunità cattolica, Signor Ban Ki-moon, desidero esprimerLe la più sincera e cordiale riconoscenza; La ringrazio anche per le Sue gentili parole. Saluto inoltre i Capi di Stato e di Governo qui presenti, gli Ambasciatori, i diplomatici e i funzionari politici e tecnici che li accompagnano, il personale delle Nazioni Unite impegnato in questa 70.ma Sessione dell’Assemblea Generale, il personale di tutti i programmi e agenzie della famiglia dell’ONU e tutti coloro che in un modo o nell’altro partecipano a questa riunione. Tramite voi saluto anche i cittadini di tutte le nazioni rappresentate a questo incontro. Grazie per gli sforzi di tutti e di ciascuno per il bene dell’umanità.

Leggi qui: Papa Francesco all’Onu: il discorso integrale – Corriere.it

Info-cooperazione ha messo a confronto l’enciclica Laudato sii con gli Obiettivi:

L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco è stato giudicato da più parti un documento sorprendente. Ma per apprezzare veramente il suo significato, vale la pena di metterla a paragone con un altro documento che affronta le stesse sfide: il documento finale degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals – SDG). Gli SDG sono il risultato di un lungo e complesso processo durato oltre quattro anni e si promettono di sradicare “tutte le povertà, in tutte le sue forme, in tutto il mondo” entro il 2030, e di farlo in un modo che ci si muove verso un’economia più sostenibile per l’ambiente. Ma mentre l’enciclica del papa ha suscitato grande scalpore in tutto il mondo, quasi nessuno è entusiasta degli SDG. Al contrario, questi ultimi sono conosciuti quasi esclusivamente dal mondo tecnocratico dello sviluppo internazionale nonostante le Nazioni Unite abbiano investito un sacco di soldi per cercare di suscitare un entusiasmo popolare su questi obiettivi.

SDGs Vs Laudato si, chi vince la sfida alla povertà? | Info cooperazione

 

ITUC

Per i sindacati internazionali ci sono luci ed ombre. In particolare sono evidenziati in positivo:

  • Porre fine alla povertà (ob. 1) e in particolare l’aspetto della protezione sociale (Ob. 1.3);
  • La qualità dell’educazione (ob. 4);
  • L’uguaglianza di genere (ob. 5) e in particolare i target per il lavoro domestico e di cura non pagato, e la leadership femminile;
  • Il lavoro dignitoso per tutti (ob. 8);
  • La disuguaglianza (ob. 10), con particolare enfasi sulle politiche fiscalli, del salario e di protezione sociale;
  • L’accesso alla giustizia e alla stato di diritto (ob. 16).

 

In negativo, invece, si nota la mancanza di ambizione nel realizzare gli obiettivi attraverso il finanziamento e il miglioramento delle politiche pubbliche, così come una cornice di trasparenza e responsabilità. Ci sarà nei prossimi anni confusione nei prossimi anni sui mezzi di implementazione.

Di seguito il documento completo:

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