Oltre 550 lavoratori di Agadir, in Marocco, hanno scioperato da marzo 2015 contro la DOHA, parte del gruppo BICHA.

Il 95% circa sono donne, e producono pesce in scatola e altri prodotti per esportazione.

L’azienda, con l’aiuto delle autorità, ha cercato di sciogliere il sindacato, licenziare i suoi iscritti, criminalizzare e punire gli scioperanti e confiscare la casa del leader sindacale.
I lavoratori dello stabilimento DOHA di Agadir hanno creato un sezione locale della nel 2011. Dopo uno sciopero di 20 giorni, le autorità locali dietro pressione del movimento popolare hanno chiesto alla società di riconoscere il sindacato.
A partire dal 2014, tuttavia, l’azienda ha cercato di sciogliere il sindacato, ha imposto i propri delegati sul posto di lavoro e intensificato la pressione sui lavoratori, negando addirittura la pausa per andare al bagno.

Il 6 marzo 2015, l’azienda ha licenziato 51 addetti; 45 di loro erano donne e 25 erano membri CDT. E’ stato indetto uno sciopero, che continua fino ad oggi. L’azienda ha risposto con l’assunzione di 500 nuovi lavoratori, in violazione al codice del lavoro, chiedendo un risarcimento danni ai 51 membri del sindacato attivi e 3 milioni di dinari (278.000 euro) al leader sindacale Rahmoun Abdellah.
Dal momento che Abdellah non può pagare la multa, il giudice ha ordinato ‘la confisca di precauzione’ del suo appartamento, di cui sta pagando il mutuo.

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Vicious union-busting at Moroccan fish canner DOHA