<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Iscos Marche Onlus &#187; donne</title>
	<atom:link href="http://iscos.cislmarche.it/tag/donne/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://iscos.cislmarche.it</link>
	<description>Istituto sindacale di cooperazione allo sviluppo della Cisl Marche</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 08:25:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>I diritti delle donne in Marocco &#8211; Rapporto 2012</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/i-diritti-delle-donne-in-marocco-rapporto-2012/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-diritti-delle-donne-in-marocco-rapporto-2012</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/i-diritti-delle-donne-in-marocco-rapporto-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 14:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lddf]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2579</guid>
		<description><![CDATA[Questo rapporto presenta una sintesi della situazione dei diritti umani delle donne in Marocco, sulla base delle norme internazionali e degli impegni del governo marocchino, in virtù delle Convenzioni e protocolli internazionali, ratificati in base alle leggi interne, e delle politiche adottate nell’ambito dell’uguaglianza tra i sessi.<div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2013/01/i-diritti-delle-donne-in-marocco-rapporto-2012/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il rapporto della FEDERAZIONE DELLA LEGA DEMOCRATICA DEI DIRITTI DELLE DONNE del  giugno 2012</p>
<blockquote><p>Questo rapporto presenta una sintesi della situazione dei diritti umani delle donne in Marocco, sulla base delle norme internazionali e degli impegni del governo marocchino, in virtù delle Convenzioni e protocolli internazionali, ratificati in base alle leggi interne, e delle politiche adottate nell’ambito dell’uguaglianza tra i sessi.</p>
<p>Questo rapporto è anche il risultato di una serie di consultazioni interne effettuate tra le entità della Federazione della Lega Democratica dei Diritti delle Donne.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://iscos.cislmarche.it/files/2013/01/MAROCCO-Rapporto-giugno-2012.pdf">DONNE MAROCCO Rapporto giugno 2012</a></p>
<iframe src="http://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fiscos.cislmarche.it%2Ffiles%2F2013%2F01%2FMAROCCO-Rapporto-giugno-2012.pdf&hl=it&embedded=true" class="gde-frame" style="width:100%; height:500px; border: none;" scrolling="no"></iframe>
<p class="gde-text"><a href="http://iscos.cislmarche.it/files/2013/01/MAROCCO-Rapporto-giugno-2012.pdf" class="gde-link">Scarica (PDF, 75KB)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/i-diritti-delle-donne-in-marocco-rapporto-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marocco: proposte per la legge sulla violenza nei confronti delle donne</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/marocco-proposte-per-la-legge-sulla-violenza-nei-confronti-delle-donne/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marocco-proposte-per-la-legge-sulla-violenza-nei-confronti-delle-donne</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/marocco-proposte-per-la-legge-sulla-violenza-nei-confronti-delle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 09:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lddf]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2567</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo il memorandum della Federazione Lega Democratica Diritti Donne, nostro partner in Marocco MEMORANDUM RIVENDICATIVO E PROPOSTE IN MERITO AL PROGETTO DI LEGGE QUADRO SULLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE Introduzione Il Segretario Nazionale della Lega Democratica dei Diritti delle<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2013/01/marocco-proposte-per-la-legge-sulla-violenza-nei-confronti-delle-donne/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo il memorandum della Federazione Lega Democratica Diritti Donne</em>,<em> nostro partner in Marocco</em></p>
<h2>MEMORANDUM RIVENDICATIVO E PROPOSTE IN MERITO AL PROGETTO DI LEGGE QUADRO SULLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE</h2>
<h3><strong>Introduzione</strong></h3>
<p>Il Segretario Nazionale della Lega Democratica dei Diritti delle Donne (LDDF) rileva il progresso registrato nella produzione giuridica per quanto riguarda l’affermazione dell’uguaglianza, la volontà di fermare la discriminazione sessuale, la protezione delle donne dalla violenza, la nuova filosofia del codice di famiglia e le sue innovazioni giuridiche, gli emendamenti del codice del lavoro e del codice di procedura penale, lo scioglimento delle riserve sulla convenzione riguardo la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne.</p>
<p>La LDDF accoglie tutte le misure prese e le dichiarazioni ufficiali esprimendo la volontà politica di opporsi al flagello della violenza contro le donne e di combatterlo (circolare del ministro della giustizia relativa al nucleo di accoglimento e l’annuncio del progetto di legge sulla lotta contro la violenza sulle donne da parte del Segretario di Stato con l’incarico per la Famiglia, l’Infanzia e le Persone Disabili).</p>
<p>La LDDF deve ricordare l’aumento del fenomeno della violenza contro le donne, la sua rilevanza e i suoi effetti devastanti sulle donne, sui bambini specialmente e su tutta la società in generale.</p>
<p>Tutti gli studi effettuati sul tema, specialmente gli studi condotti dalla Lega Democratica dei Diritti delle Donne, il Centro d’Informazione e d’Osservazione delle Donne Marocchine (CIOFEM), la rete dei centri di ascolto, di orientamento giuridico e di sostegno psicologico “LDDF &#8211; Assistenza” presente in 12 regioni, mostrano che la violenza contro le donne è il problema principale rilevato dai centri d’ascolto. La violenza coniugale, che è al primo posto, impone l’adozione di leggi ed istituzioni adeguate per lottare contro questo fenomeno.</p>
<p>Tra le prime osservazioni registrate c’è il mancato rispetto da parte del Segretario di Stato (Famiglia, Infanzia, Persone Disabili) degli impegni contenuti nel piano operativo per la realizzazione della Strategia Nazionale della lotta contro la violenza sulle donne.</p>
<p>Si trattava della realizzazione di studi e di ricerche su questo tema per permettere agli operatori di questo ambito di disporre di dati scientifici esatti ed indicatori precisi. Questo permetterebbe agli operatori, prima di tutto allo Stato, di rendersi conto della rilevanza di questo fenomeno con l’obiettivo di adottare misure per difendere le donne, per arginare questo flagello e salvare le sue vittime.</p>
<p>Tuttavia, noi evidenziamo i punti positivi del progetto:</p>
<p>l’accertamento della crescita del fenomeno della violenza</p>
<p>l’accertamento che le leggi precedenti non prevedono una protezione sufficiente per le donne vittime di violenza</p>
<p>l’accertamento della necessità di adattare la nostra legislazione alle convenzioni internazionali ratificate</p>
<p>la considerazione che la protezione delle donne contro le violenze è una condizione di sviluppo della società verso la modernità e la democrazia</p>
<p>il fatto di includere la molestia sessuale</p>
<p>il fatto di includere le forme di violenza economica e sociale</p>
<p>il sottolineare il ruolo dei centri di ascolto</p>
<h3>Principali proposte e raccomandazioni</h3>
<p>La realizzazione di una legge quadro che superi la prospettiva delle sanzioni repressive per stabilire una concezione chiara e globale delle violenze. Questa legge quadro indica le forme di violenza contro le donne, le divide per categorie, compresa la violenza psicologica, definisce le forme di violenza ed indica le caratteristiche delle categorie sociali più vulnerabili.</p>
<p>La legge propone anche la creazione di tribunali specializzati su questo tema con magistrati abilitati e formati, che rispettino la gerarchia delle sanzioni. Questi tribunali saranno la garanzia di un’omogeneità delle sentenze penali (es. pene contro le violenze) e le sentenze dei tribunali familiari (es. affidamento dei bambini). Al momento, le sentenze sono emesse da magistrati diversi, con la possibilità di contraddizioni tra di esse.</p>
<p>La creazione di un’unità centrale per l’assistenza delle donne vittime di violenze, con servizi 24h/24h, con specialisti in assistenza sociale, psicologica, giuridica, mettendo a disposizione delle vittime una casa accoglienza per la loro protezione.</p>
<p>La creazione e il sostegno da parte dello Stato di centri d’accoglienza per le vittime di violenze e l’attuazione di una politica di comunicazione, di educazione, di sensibilizzazione e prevenzione contro la violenza.</p>
<p>Dare il diritto alle associazioni femminili, costituite almeno 5 anni prima dei fatti, di potersi costituire parte civile al fianco della vittima.</p>
<p>Dare il potere alla polizia giudiziaria di trattenere o deferire l’autore delle violenze per un tempo determinato, nel caso in cui ci sia il pericolo per la sicurezza fisica o psicologica della vittima.</p>
<p>Considerare la prostituzione come una violenza contro le donne che necessita di indagini ed inchieste, così come perseguire legalmente le tratte delle donne e le reti di pedofilia.</p>
<p>Il rifiuto di considerare la prostituzione individuale come una libera scelta e la necessità dell’adozione di una legge che incrimini il cliente.</p>
<p>Allargare la definizione di molestia sessuale, per includere le pubblicità e i programmi televisivi sessisti.</p>
<p>Creare un’autorità amministrativa indipendente incaricata di lottare contro la proiezione di film pornografici.</p>
<h3>LINEE COSTITUTIVE DELLA LEGGE QUADRO SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE</h3>
<p>Definizione: La definizione dell’Unione Europea del luglio 1997, che è più precisa e più globale rispetto a quella della Dichiarazione delle Nazioni Unite del ‘93 relativa all’eliminazione della violenza contro le donne.</p>
<p>“La violenza è ogni atto di negligenza, ogni comportamento che causa alla donna un danno psicologico, sessuale o mentale, diretto o indiretto, attraverso l’inganno, la seduzione, la minaccia, la costrizione o ogni altro mezzo, le cui finalità sono terrorizzare, punire, umiliare o rilegare nei ruoli tipici di inferiorità legati al suo sesso, o privare la donna della sua dignità umana, della sua indipendenza sessuale, della sua integrità fisica, mentale o morale, o destabilizzare la sua sicurezza personale, la fiducia in se stessa e nelle sue capacità fisiche ed intellettuali”</p>
<p>Presentazione:</p>
<p>La legge quadro ha per oggetto l’azione contro la violenza di genere che venga esercitata sulle donne dai loro familiari, o da coloro ai quali le donne sono legate da rapporti affettivi o altri rapporti (ogni manifestazione di discriminazione, situazione di disparità, di relazioni di potere degli uomini sulle donne).</p>
<p>La legge deve attuare le misure di protezione totale con lo scopo di prevenire, sanzionare ed eliminare questa violenza ed offrire assistenza alle vittime.</p>
<p>La violenza di genere comprende tutti gli atti di violenza fisica e psicologica, economica e giuridica, e comprende gli attacchi alla libertà sessuale, le minacce, le costrizioni e le privazioni arbitrarie della libertà.</p>
<p>La legge quadro mira a:</p>
<p>rinforzare le misure di sensibilizzazione verso i cittadini, dotando i pubblici poteri di strumenti efficaci negli ambiti educativo, sociale, sanitario e pubblico</p>
<p>riconoscere i diritti delle donne vittime delle violenze di genere, di modo che possano rivendicare i loro diritti davanti alle autorità pubbliche, ed assicurare inoltre un accesso rapido, trasparente ed efficace ai servizi sociali istituiti a tale scopo</p>
<p>stabilire un sistema di servizi sociali di cure, di urgenza, di appoggio e di recupero</p>
<p>garantire i diritti nell’ambito del lavoro, nel settore privato e pubblico</p>
<p>garantire i diritti economici delle donne vittime di violenze di genere, al fine di garantire la loro integrazione sociale</p>
<p>stabilire un sistema di protezione istituzionale nel quale l’Amministrazione Generale dello Stato, attraverso la sua Delegazione contro le violenze sulle donne, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale della violenza sulle donne, dia impulso a politiche pubbliche che consentano di offrire un sostegno alle vittime</p>
<p>rinforzare il diritto penale esistente per assicurare alle donne una protezione totale di fronte alla giustizia</p>
<p>coordinare i ricorsi e gli strumenti dei differenti poteri pubblici per assicurare la prevenzione degli episodi di violenza sulle donne e sanzioni adeguate</p>
<p>promuovere la collaborazione e la partecipazione delle associazioni e organizzazioni della società civile che si occupano di violenza di genere</p>
<h3>LINEE DI INTERVENTO</h3>
<p>Misure di sensibilizzazione</p>
<p>nel campo educativo, della pubblicità, dei media e della salute pubblica</p>
<p>Diritti delle donne vittime di violenze</p>
<p>diritto all’informazione, all’aiuto sociale e all’assistenza legale gratuita</p>
<p>diritto al lavoro e alle prestazioni della Sicurezza Sociale e un programma specifico di aiuto all’impiego</p>
<p>aiuti sociali ed accesso ai centri di accoglienza</p>
<p>Protezione istituzionale</p>
<p>Realizzazione:</p>
<p>di una delegazione governativa contro le violenze sulle donne</p>
<p>di un Osservatorio Nazionale delle violenze contro le donne</p>
<p>di Forze di sicurezza</p>
<p>di piani di collaborazione tra i diversi ministeri</p>
<p>Protezione penale</p>
<p>Misure per garantire:</p>
<p>la protezione contro la violenza fisica, la violenza psicologica, i maltrattamenti, le minacce, le costrizioni inflitte e le umiliazioni</p>
<p>la realizzazione di programmi specifici per l’amministrazione penitenziaria a favore dei detenuti condannati per la violenza di genere</p>
<p>Protezione giuridica</p>
<p>Un insieme di misure riguardo:</p>
<p>la formazione di giudici specifici nel settore della violenza contro le donne</p>
<p>le norme di procedura civile e penale, le misure giudiziarie di protezione e di sicurezza delle vittime</p>
<p>CASABLANCA, 15 dicembre 2006</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/marocco-proposte-per-la-legge-sulla-violenza-nei-confronti-delle-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il nuovo governo marocchino è un passo indietro per le donne</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/il-nuovo-governo-marocchino-e-un-passo-indietro-per-le-donne/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-nuovo-governo-marocchino-e-un-passo-indietro-per-le-donne</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/il-nuovo-governo-marocchino-e-un-passo-indietro-per-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 11:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lddf]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2563</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo la traduzione del comunicato della Federazione Lega Democratica Diritti Donne del Marocco. Si tratta di una federazione molto attiva, con la quale Iscos Marche ha stretto accordi di collaborazione per la realizzazione di attività congiunte. &#160; La Federazione della<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2013/01/il-nuovo-governo-marocchino-e-un-passo-indietro-per-le-donne/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la traduzione del comunicato della Federazione Lega Democratica Diritti Donne del Marocco. Si tratta di una federazione molto attiva, con la quale Iscos Marche ha stretto accordi di collaborazione per la realizzazione di attività congiunte.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Federazione della Lega Democratica dei Diritti delle Donne, avendo preso conoscenza della nuova formazione governativa e dopo aver ricordato le rivendicazioni per le cui realizzazioni il movimento femminile marocchino ha sempre lottato, e di cui una gran parte figura nella Costituzione adottata il 1° luglio dell’anno scorso, considera che l’attuale formazione governativa, costituita da 31 membri di cui una sola donna, rappresenta un arretramento grave in confronto ai vantaggi ottenuti dalle donne e al progresso storico e politico che la Costituzione ha apportato alla società marocchina nella strada verso l’uguaglianza tra donne e uomini nei diritti politici, civili, economici, sociali e culturali, esprimendo in modo chiaro l’impegno del Marocco in merito alla richiesta della realizzazione dei diritti umani delle donne, mentre le donne marocchine hanno lottato per questo avanzamento da tanti anni;</p>
<p>considera che una vera e propria minaccia incombe sui diritti delle donne, che possono essere realizzati grazie alla lotta perseverante del movimento femminile in tutte le regioni del paese, che esprime autenticamente e fedelmente l’aspirazione delle donne alla libertà e alla legalità come è universalmente riconosciuta</p>
<p>ribadisce i suoi obiettivi fondamentali annunciati nella comunicazione presentata ai partiti politici e il cui contenuto ha beneficiato dell’appoggio dell’insieme delle organizzazioni dei diritti femminili e dei diritti umani, fino alla loro realizzazione. In testa a questi obiettivi figurano particolarmente: adozione del principio di parità nei centri decisionali politici ed istituzionali; messa in atto dei meccanismi in grado di concretizzare i contenuti delle disposizioni dell’articolo 19 della Costituzione in qualità di legge nazionale suprema del popolo marocchino; realizzazione dell’uguaglianza piena e completa tra le donne e gli uomini, senza riserve e in tutte le richieste civili, politiche, economiche, sociali e culturali e l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne.</p>
<p>esprime la sua viva preoccupazione in merito alla diminuzione constatata ai posti di responsabilità politica occupati dalle donne: una sola donna compare in seno al governo attuale a paragone del 2007 quando 7 donne hanno occupato funzioni ministeriali. Allo stesso modo, mentre la Costituzione ha raccomandato la realizzazione della parità, la rappresentatività delle donne in Parlamento non ha superato in 17%</p>
<p>ritiene che la responsabilità spetti ai partiti politici che costituiscono il governo e specialmente al capo di governo che è tenuto politicamente ed istituzionalmente all’attuazione delle disposizioni costituzionali contenenti le misure destinate a realizzare la parità</p>
<p>considera che le negoziazioni e le consultazioni per la costituzione del governo non siano stati condotti sulla base di meccanismi chiari per tradurre il contenuto del testo costituzionale che ha previsto il ricorso ad una metodologia capace di facilitare l’accesso alle donne ai posti di decisione politica</p>
<p>si dispiace che certi partiti, considerati come facenti parte di una famiglia democratica e specialmente il Partito del Progresso e Socialismo, abbiano abbandonato i loro impegni passati in favore dell’attuazione delle misure che conducono alla parità e particolarmente la presa di responsabilità ministeriale, condizionando la partecipazione del governo all’ampliamento e la difesa dei successi acquisiti dalle donne</p>
<p>invita a prendere le misure per proteggere i successi acquisiti a livello costituzionale ed aprire un dialogo nazionale per opporsi al declino che potrebbe minacciare queste acquisizioni, perchè la democrazia non può avere una realizzazione autentica se non attraverso misure concrete a favore della parità e l’attuazione dei diritti delle donne nella loro totalità e senza riserve in tutte le richieste: sanità, insegnamento, impiego, lotta contro la violenza ed agli ostacoli nei confronti delle donne&#8230;</p>
<p>Casablanca, 4 gennaio 2012</p>
<p>L’Ufficio della Presidenza</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2013/01/il-nuovo-governo-marocchino-e-un-passo-indietro-per-le-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Donne e lavoro, Nord Africa-Medio Oriente in coda classifica</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/donne-e-lavoro-nord-africa-medio-oriente-in-coda-classifica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=donne-e-lavoro-nord-africa-medio-oriente-in-coda-classifica</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/donne-e-lavoro-nord-africa-medio-oriente-in-coda-classifica/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Oct 2012 16:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomogiovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2371</guid>
		<description><![CDATA[(di Luciana Borsatti) (ANSAmed) &#8211; ROMA, 26 OTT &#8211; Le donne sono solo il 22% della popolazione occupata nell&#8217;area Mena (Medio Oriente e Nord Africa), e il 27% in media in Egitto, Giordania, Libia, Marocco e Tunisia. Le quote piu&#8217;<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/10/donne-e-lavoro-nord-africa-medio-oriente-in-coda-classifica/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(di Luciana Borsatti) (ANSAmed) &#8211; ROMA, 26 OTT &#8211; Le donne sono solo il 22% della popolazione occupata nell&#8217;area Mena (Medio Oriente e Nord Africa), e il 27% in media in Egitto, Giordania, Libia, Marocco e Tunisia. Le quote piu&#8217; basse a livello mondiale, dove il massimo impiego femminile si registra nell&#8217;area Estremo Oriente- Pacifico (il 70%) e dove l&#8217;area sub-sahariana presenta, grazie all&#8217;agricoltura, la stessa percentuale dell&#8217;Unione Europea (64%, contro il 46% dell&#8217;Italia). Parte da queste cifre &#8211; basate su dati di Ocse, Banca Mondiale, Unhcr e Ilo &#8211; uno studio sui Diritti economici della donna in Egitto, Giordania, Libia, Marocco e Tunisia che la consulente Ocse Serena Romano ha presentato a Roma, nell&#8217;ambito del soggiorno di sette imprenditrici libiche organizzato dalla associazione Pari o Dispare con il sostegno del Mae e dell&#8217;Eni. Epppure, osserva la consulente, un aumento dell&#8217;occupazione e dell&#8217;imprenditorialita&#8217; femminile potrebbe far crescere in modo significativo il Pil dei Paesi meno sviluppati. Lo ha rilevato solo pochi giorni fa l&#8217;Economist, in un&#8217;interessante proiezione di quanto accadrebbe in Egitto se, entro il 2020, l&#8217;impiego delle donne (ora fermo al 24%) raggiungesse la stessa quota di quello dell&#8217;uomo: il Pil salirebbe del 34% &#8211; niente male per un&#8217;economia che ha risentito dei recenti rivolgimenti politici.</p>
<p>Eppure i cinque Paesi presi in esame garantiscono alla donna, sul piano normativo, tutti i diritti economici: dalla possibilita&#8217; di avere un impiego, una proprieta&#8217; o l&#8217;accesso al credito a quella di avviare un&#8217; impresa. &#8221;Il problema e&#8217; che &#8211; osserva Serena Romano &#8211; il diritto di firmare un contratto mal si concilia con l&#8217;obbligo di obbedire al marito&#8221;.</p>
<p>Insomma, quanto riconosciuto dalle leggi dello Stato rischia di cozzare contro il diritto consuetudinario o lo statuto della persona come definito dalla religione, in particolare la legge islamica. In base alla quale, per esempio, una donna eredita dai genitori la meta&#8217; del fratello, ha una potesta&#8217; molto limitata sui figli e, se sposata, in Egitto e in Giordania puo&#8217; avere un passaporto solo con l&#8217;accordo del marito.</p>
<p>E&#8217; con limiti come questi che si scontra la reale possibilita&#8217; per una donna di lavorare fuori casa o fare l&#8217;imprenditrice. Perche&#8217;, osserva ancora la consulente, e&#8217; difficile avere un&#8217;azienda o un lavoro se non si puo&#8217; viaggiare, dare la cittadinanza e l&#8217;accesso ai servizi pubblici ai figli in caso di soggiorno all&#8217;estero, discutere di affari o lavorare in fabbrica se non si puo&#8217; uscire liberamente di casa o si deve rientrare prima di una certa ora. Diversa poi la situazione legislativa dei cinque Paesi su alcune questioni particolari come la parita&#8217; di retribuzione con l&#8217;uomo (non formalmente assicurata in Tunisia), la non discriminazione sessuale (non garantita in Egitto e Giordania), la difesa dalle molestie sessuali sul lavoro (effettiva solo in Marocco), la possibilita&#8217; di avviare iniziative giudiziarie (carente ancora in Egitto e Giordania).</p>
<p>Cortocircuiti e contraddizioni che si evidenziano anche in rapporto alla Cedaw, la Convenzione Onu per l&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne: ratificata da tutti i cinque Paesi in esame (come dall&#8217;Arabia Saudita, del resto) ma sempre con riserve (tranne nel caso del Marocco, ma solo dal 2011) legate alla statuto della persona e alla sharia. Insomma, sottolinea la studiosa, &#8221;la legge consuetudinaria o la sharia spesso regolano le norme sullo statuto della persona, e possono cosi&#8217; avere un impatto decisivo sui loro diritti economici e la possibilita&#8217; di avere un&#8217;impresa o una carriera.</p>
<p>Ma l&#8217;eguaglianza puo&#8217; solo essere una&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/donne-e-lavoro-nord-africa-medio-oriente-in-coda-classifica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marocco:</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/morocco-250-extra-to-marry-15-year-old-girl/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=morocco-250-extra-to-marry-15-year-old-girl</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/morocco-250-extra-to-marry-15-year-old-girl/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 19:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomogiovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2258</guid>
		<description><![CDATA[(Moroccoboard.com) Her name is Naima, she is fifteen, she lives in a village that is 50 km south of Marrakech with her parents and seven siblings. Like most village girls, Naima went to primary school for only four years. The<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/10/morocco-250-extra-to-marry-15-year-old-girl/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(Moroccoboard.com)</p>
<p>Her name is Naima, she is fifteen, she lives in a village that is 50 km south of Marrakech with her parents and seven siblings. Like most village girls, Naima went to primary school for only four years. The nearest high school is 20 km away from her house and buying a used bicycle is out of reach for the family budget!</p>
<p>And then again, what would an education and a trade do for Naima, for her destiny as a woman is to marry and take care of her home? Our daughter is certainly better off at home and away from people&#8217;s gossip, decided her father.</p>
<p>Naima has become a small helpful hand for her family. Obedient and resigned, she helps her mother with the household chores, takes care of the livestock and minds her little brothers and sisters. She is conditioned, trained and programed to find a husband and care for her off-springs. And the sooner the better: In the country side, we marry girls at 18, even at 16 years! And beyond this venerable age, it is difficult to find them husbands.</p>
<p>When she turned 14, her parents started an intense search for the right party, a young man from nearby (one must have the same values, after all) That can support his new family and especially be able to pay the dowry.</p>
<p>Meet Bouazza, he left his family to immigrate to Italy. Each summer, he parades around the village with a used (probably stolen) Mercedes car with Italian license plates. He may leave our daughter prematurely widowed if he gets involved in coke trafficking and score settling a-la-Kalashnikov, like the poor Ali, the son of our neighbor last year!</p>
<p>Meet the lazy Bouchta. he idled for over a year and is regularly smoking pot and has already squandered the meager inheritance bequeathed by his late father.</p>
<p>There is also haj Abdallah, who is turning 60. He is interested in marrying our virginal Naima for his third wedding. The girl would never accept to marry him even if his  promises to buy her gifts, bronze ornaments and a goat fur ( it there is such a thing!) are tempting. Eventually, his dentures spoiled any chances he had.</p>
<p>Then there is Abbass, a nice boy from the village, 24 year old. He is a construction worker in Casablanca where he lives in a house on loan from his brother. He meets the minimum conditions to provide for his future wife and eventual offsprings!<br />
After a few days of procrastination, Naima finally gave her assent. She is a 15 year old teenager, What could she expect? It is true that she has only met Abbass twice, always in the presence of her parents. But Abbas had youth and a pleasant smile. The imagination and romance of a young girl and the Turkish and Egyptian soaps she watches daily on the family&#8217;s small TV helped her to make a decision. Naima is now in love with Abbass and is looking forward to the the marriage that would help her escape her daily routine.</p>
<p>Then there is the issue of Naima being a minor. But that is no problem. The application to the local judge for a waiver to issue a marriage  license was accepted quickly (with the help of a small bribe, of course).<br />
One wonders what is the use of the new family law &#8220;moudawana&#8221;. Why set the minimum age of marriage at 18 years if you are going to deliver waivers to every 15 year old girl&#8217;s parents?</p>
<p>With the license in hand and the required health certificates, especially the prized &#8220;certificate of virginity&#8221; from the local health center (the family would not mind sticking it on a billboard and post it at the entrance of the village, if they could), the parties were on their way to the judge&#8217;s office to formalize the marriage.<br />
When it was time to present the dowry; a gold ring, some clothes and $300 to be paid directly to the father, he changed his mind and asked for an additional $250. He threatened to cancel the marriage otherwise.<br />
The groom and his father were not happy at this last minute about-face and refused to pay up. The father then asked the judge to put away the marriage license that he would not sign. Volleys of insults ensued between the parties.<br />
Who does this young man and his father think they are? Naima is certainly worth the extra $250! Raising her up certainly cost a lot more than that!   She is now a beautiful virgin with wide hips ready to bring to this world off springs that would make any husband happy!</p>
<p>Naima and her fiance were left in tears!</p>
<p>There was not to be a Wedding on that day. However, the following week, since the judge&#8217;s waiver to issue a marriage certificate is still valid, one has to harry, especially that now people are wondering about the reasons for this sudden annulment. Naima was summoned by her father and was asked to seal her fate to another man, living in the city of Agadir this time. She has never met him, but whose father was able to come up with the additional $250 .</p>
<p>Here is how in Morocco, the most beautiful country in the world, in the 21st century, our girls are excluded from education and sold like livestock and given away in marriage to the highest bidder!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/morocco-250-extra-to-marry-15-year-old-girl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tunisia, la lunga notte delle donne</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/tunisia-la-lunga-notte-delle-donne/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tunisia-la-lunga-notte-delle-donne</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/tunisia-la-lunga-notte-delle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 12:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2202</guid>
		<description><![CDATA[La notte del 3 settembre, una coppia fa l’amore in macchina, in una strada di Tunisi. Arrivano tre poliziotti. Due stuprano lei, 27 anni, direttamente dentro il veicolo, il terzo costringe il fidanzato ad prelevare contante da un vicino bancomat.La<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/10/tunisia-la-lunga-notte-delle-donne/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La notte del 3 settembre, una coppia fa l’amore in macchina, in una strada di Tunisi. Arrivano tre poliziotti. Due stuprano lei, 27 anni, direttamente dentro il veicolo, il terzo costringe il fidanzato ad prelevare contante da un vicino bancomat.La ragazza presenta denuncia all’autorità giudiziaria. I tre poliziotti vengono arrestati per stupro ed estorsione. Il codice penale tunisino, emendato nel 2011, contiene una definizione del reato di tortura quasi in linea col diritto internazionale e prevede pene durissime, fino all’ergastolo, per chi la pratica. Il parlamento italiano, che da quasi un quarto di secolo non introduce il reato di tortura nella legislazione, sebbene sia obbligato a farlo dal 1988, anno della ratifica della Convenzione Onu contro la tortura, potrebbe prendere esempio.Finisse qui, questo post racconterebbe una storia in cui un grave reato commesso da un pubblico ufficiale viene denunciato e perseguito dalle autorità giudiziarie.</p>
<p>via<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/01/tunisia-lunga-notte-delle-donne/368674/">Tunisia, la lunga notte delle donne &#8211; Riccardo Noury &#8211; Il Fatto Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/10/tunisia-la-lunga-notte-delle-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marocco, 6 mln di donne vittime di violenze: metà commesse da mariti</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-6-mln-di-donne-vittime-di-violenze-meta-commesse-da-mariti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marocco-6-mln-di-donne-vittime-di-violenze-meta-commesse-da-mariti</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-6-mln-di-donne-vittime-di-violenze-meta-commesse-da-mariti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 16:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomogiovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2191</guid>
		<description><![CDATA[Rabat (Marocco), 24 set. (LaPresse/AP) &#8211; &#8220;Nonostante tutti gli sforzi, le violenze contro le donne in Marocco sono ancora diffuse. E quelle contro le mogli rappresentano il 50 per cento di tutti gli attacchi contro le donne&#8221;. Lo ha rivelato<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-6-mln-di-donne-vittime-di-violenze-meta-commesse-da-mariti/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rabat (Marocco), 24 set. (LaPresse/AP) &#8211; &#8220;Nonostante tutti gli sforzi, le violenze contro le donne in Marocco sono ancora diffuse. E quelle contro le mogli rappresentano il 50 per cento di tutti gli attacchi contro le donne&#8221;. Lo ha rivelato Bassima Hakkaoui, ministro per lo Sviluppo sociale del Paese nordafricano, intervenendo in apertura di una conferenza regionale sul tema. Secondo le statistiche del ministero, 6 milioni di donne in Marocco sono vittima di violenza, quasi una su tre. In merito a questi casi, la Hakkaoui ha appunto spiegato che la metà sono avvenuti all&#8217;interno del matrimonio. Un dato che va paragonato al 16% dell&#8217;Europa e al 60% della Tunisia e dell&#8217;Algeria. </p>
<p>Il tema della violenza contro le donne è tornato all&#8217;attenzione nazionale a marzo, in seguito al suicidio della 16enne Amina al-Filali, costretta a sposare l&#8217;uomo che l&#8217;aveva stuprata. Un caso che ha sollevato anche l&#8217;attenzione internazionale e aspre critiche sul codice penale in vigore in Marocco, dove vivono 33 milioni di persone. Per uccidersi, la giovane ha assunto veleno dopo alcuni mesi di nozze. </p>
<p>La Hakkaoui, membro di un partito moderato islamico che ha vinto le elezioni di novembre e unico ministro donna del Paese nordafricano, ha promesso che cercherà di promuovere la legge per proteggere le donne, che da otto anni ormai giace in Parlamento. Ma il lavoro del ministro ha raccolto non poche critiche. La Hakkaoui è stata accusata infatti di non aver fatto abbastanza per proteggere le donne e per aver cambiato la legge che permette agli stupratori di essere scagionati se sposano la propria vittima.</p>
<p>L&#8217;età minima per il matrimonio nel Paese nordafricano sono i 18 anni, ma i giudici possono dare il proprio ok a nozze anche tra persone più giovani, comuni soprattutto in aree rurali povere e legate alla tradizione. Il Marocco ha aggiornato il codice sulla famiglia nel 2004 per migliorare la situazione delle donne, ma gli attivisti sostengono che molto debba ancora essere fatto. Khadija Ryadi, presidente dell&#8217;Associazione marocchina per i diritti umani, ha espresso dubbi sulla promessa della Hakkaoui di far approvare realmente il provvedimento in discussione la Parlamento. &#8220;Questa legge &#8211; ha commentato la Ryadi &#8211; è ferma dal 2004 e Bassima Hakkaoui è il terzo ministro che ne parla. Non capisco questo ritardo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-6-mln-di-donne-vittime-di-violenze-meta-commesse-da-mariti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maroc : Les promesses de Bassima Hakkaoui ne convainquent pas certaines associations féministes</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/maroc-les-promesses-de-bassima-hakkaoui-ne-convainquent-pas-certaines-associations-feministes/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=maroc-les-promesses-de-bassima-hakkaoui-ne-convainquent-pas-certaines-associations-feministes</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/maroc-les-promesses-de-bassima-hakkaoui-ne-convainquent-pas-certaines-associations-feministes/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 15:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomogiovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2176</guid>
		<description><![CDATA[(Yabiladi) A l’occasion de la conférence régionale sur « la prévention et la lutte contre la violence à l&#8217;égard des femmes », organisée lundi et mardi à Rabat, le gouvernement marocain s&#8217;est engagé à prendre des mesures préventives, à renforcer<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/09/maroc-les-promesses-de-bassima-hakkaoui-ne-convainquent-pas-certaines-associations-feministes/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(Yabiladi)<br />
A l’occasion de la conférence régionale sur « la prévention et la lutte contre la violence à l&#8217;égard des femmes », organisée lundi et mardi à Rabat, le gouvernement marocain s&#8217;est engagé à prendre des mesures préventives, à renforcer la protection des femmes et à promouvoir leurs droits fondamentaux.</p>
<p>Plusieurs personnalités politiques et représentantes de la société civile ont assisté à la conférence. Parmi elles, Mme Bassima Hakkaoui a fait savoir que le gouvernement travaillait actuellement d’arrache-pied à la promulgation d’une loi garantissant aux femmes une protection contre la violence, rapporte Maghreb Emergent. Celle-ci s’inscrit dans le cadre de la mise en œuvre du plan gouvernemental quadriennal (2012-2016) pour l&#8217;égalité des sexes et la parité, un plan baptisé « Ikram », a rappelé la ministre de la Solidarité, de la femme, de la famille et du développement social.</p>
<p>« Vous organisez cela sans faire appel à la société civile ? »</p>
<p>Malgré l’effet d’annonce, et la bonne volonté affichée, la ministre n’a toutefois pas réussi à convaincre les militantes des associations féministes présentes pour l’occasion. Celles-ci s’estiment en effet tenues à l’écart de la stratégie conduite par le ministère, auquel elles reprochent un manque de vision et de clarté. « Les organisations de la société civile sont exclues des débats et de l’élaboration de cette stratégie et c’est ce qui fait qu’elle est totalement inefficace », regrette l’une des représentantes de la coalition « Printemps féministe pour la démocratie ».</p>
<p>Et pourtant, « l’honnêteté consisterait à reconnaitre le rôle joué par la société civile » affirme l’ex-ministre de la Solidarité, Nouzha Skalli. « L’expérience marocaine, notamment en ce qui concerne la proactivité de ses associations féministes, est unique. Mais malheureusement, celle-ci a été complètement escamotée par l’exclusion des acteurs de la société civile du débat de ce début de semaine » ajoute la passionaria.</p>
<p>Le « modèle marocain »</p>
<p>Signataire de la Convention internationale pour l&#8217;élimination de toutes les formes de violence à l&#8217;égard des femmes, le Maroc peut en effet se targuer de faire figure de « modèle régional » en matière de lutte contre ce « fléau social », souligne Mme Skalli. C’est d’ailleurs pour cette raison qu’il a, selon elle, été choisi pour accueillir le congrès régional sur la question de la violence faite contre les femmes ; congrès qui  a connu l’intervention de plusieurs hauts responsables étrangers, dont la ministre de la Femme et la famille tunisienne, Siham Badi, et de son homologue palestinienne, Rabeha Diyab.</p>
<p>Cela dit ce n’est pas parce que le Maroc fait figure de modèle dans la région que la situation de la femme marocaine en est pour autant idéale. La dernière enquête du HCP confirme ce constat ambivalent. Réalisée avec l&#8217;appui financier du Fonds du Développement des Nations Unies pour la Femme (UNIFEM), cette première étude du genre révèle en effet que 62,8% des femmes ont  été victimes d&#8217;un acte de violence sous une forme ou une autre l’an passé. En d’autres termes, plus de 6 femmes sur 10 auraient subi un acte de violence physique, verbale et/ou sexuelle dans le royaume en 2011, contre 3 sur 10 en Europe.  Et dire que dans notre pays ces chiffres sont probablement sous-évalués…<br />
A l’occasion de la conférence régionale sur « la prévention et la lutte contre la violence à l&#8217;égard des femmes », organisée lundi et mardi à Rabat, le gouvernement marocain s&#8217;est engagé à prendre des mesures préventives, à renforcer la protection des femmes et à promouvoir leurs droits fondamentaux.</p>
<p>Plusieurs personnalités politiques et représentantes de la société civile ont assisté à la conférence. Parmi elles, Mme Bassima Hakkaoui a fait savoir que le gouvernement travaillait actuellement d’arrache-pied à la promulgation d’une loi garantissant aux femmes une protection contre la violence, rapporte Maghreb Emergent. Celle-ci s’inscrit dans le cadre de la mise en œuvre du plan gouvernemental quadriennal (2012-2016) pour l&#8217;égalité des sexes et la parité, un plan baptisé « Ikram », a rappelé la ministre de la Solidarité, de la femme, de la famille et du développement social.</p>
<p>« Vous organisez cela sans faire appel à la société civile ? »</p>
<p>Malgré l’effet d’annonce, et la bonne volonté affichée, la ministre n’a toutefois pas réussi à convaincre les militantes des associations féministes présentes pour l’occasion. Celles-ci s’estiment en effet tenues à l’écart de la stratégie conduite par le ministère, auquel elles reprochent un manque de vision et de clarté. « Les organisations de la société civile sont exclues des débats et de l’élaboration de cette stratégie et c’est ce qui fait qu’elle est totalement inefficace », regrette l’une des représentantes de la coalition « Printemps féministe pour la démocratie ».</p>
<p>Et pourtant, « l’honnêteté consisterait à reconnaitre le rôle joué par la société civile » affirme l’ex-ministre de la Solidarité, Nouzha Skalli. « L’expérience marocaine, notamment en ce qui concerne la proactivité de ses associations féministes, est unique. Mais malheureusement, celle-ci a été complètement escamotée par l’exclusion des acteurs de la société civile du débat de ce début de semaine » ajoute la passionaria.</p>
<p>Le « modèle marocain »</p>
<p>Signataire de la Convention internationale pour l&#8217;élimination de toutes les formes de violence à l&#8217;égard des femmes, le Maroc peut en effet se targuer de faire figure de « modèle régional » en matière de lutte contre ce « fléau social », souligne Mme Skalli. C’est d’ailleurs pour cette raison qu’il a, selon elle, été choisi pour accueillir le congrès régional sur la question de la violence faite contre les femmes ; congrès qui  a connu l’intervention de plusieurs hauts responsables étrangers, dont la ministre de la Femme et la famille tunisienne, Siham Badi, et de son homologue palestinienne, Rabeha Diyab.</p>
<p>Cela dit ce n’est pas parce que le Maroc fait figure de modèle dans la région que la situation de la femme marocaine en est pour autant idéale. La dernière enquête du HCP confirme ce constat ambivalent. Réalisée avec l&#8217;appui financier du Fonds du Développement des Nations Unies pour la Femme (UNIFEM), cette première étude du genre révèle en effet que 62,8% des femmes ont  été victimes d&#8217;un acte de violence sous une forme ou une autre l’an passé. En d’autres termes, plus de 6 femmes sur 10 auraient subi un acte de violence physique, verbale et/ou sexuelle dans le royaume en 2011, contre 3 sur 10 en Europe.  Et dire que dans notre pays ces chiffres sont probablement sous-évalués…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/maroc-les-promesses-de-bassima-hakkaoui-ne-convainquent-pas-certaines-associations-feministes/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marocco: sei milioni di donne vittime di violenze sessuali</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-sei-milioni-di-donne-vittime-di-violenze-sessuali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marocco-sei-milioni-di-donne-vittime-di-violenze-sessuali</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-sei-milioni-di-donne-vittime-di-violenze-sessuali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 15:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomogiovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=2030</guid>
		<description><![CDATA[(Corriere della Sera &#8211; Blog) Sei milioni di donne, cioè una su tre, sono vittime di violenze in Marocco, di cui oltre la metà dentro le mura domestiche. Lo ha dichiarato la ministra marocchina per la Famiglia e lo sviluppo<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-sei-milioni-di-donne-vittime-di-violenze-sessuali/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(Corriere della Sera &#8211; Blog)</p>
<p>Sei milioni di donne, cioè una su tre,  sono vittime di violenze in Marocco, di cui oltre la metà dentro le mura domestiche. Lo ha dichiarato la ministra marocchina per la Famiglia e lo sviluppo sociale Bassima Hakkaoui (nella foto),  la sola a fare parte del governo guidato dall’islamico Abdelilah Benkirane. nel corso di un congresso internazionale a Casablanca. “Circa sei milioni di donne marocchine subiscono violenze, sotto tutte le forme” e nel 55% dei casi si tratta di “violenze coniugali”, ha affermato Hakkaoui nel discorso di apertura del Congresso internazionale sulla violenza contro le donne organizzato dall’Organizzazione marocchina dei diritti umani(OMDH) e l’associazione giordana Donne contro la violenza alla presenza di rappresentanti di una ventina di Paesi arabi, fra i quali anche il Mali, la Mauritania, lo Yemen e la Tunisia. Nelle violenze sono fatte rientrare, oltre a quelle fisiche, anche quelle verbali, che spesso hanno come teatro la strada. “La donna in Marocco – ha aggiunto Hakkaoui – continua a soffrire della violenza, sia negli spazi pubblici, che in quelli privati”.</p>
<p>In un Paese come il Marocco, che conta in totale 33 milioni di abitanti, un progetto di legge che definisce le differenti forme di violenza coniugale, fisiche e morali, è stato praticamente insabbiato dal Parlamento che, dal 2010 ad oggi, non lo ha ancora discusso. Nei mesi scorsi il problema è stato il tema di molte proteste della società civile marocchina, scossa dal suicidio di due giovanissime, costrette a sposare i loro stupratori. ”La violenza contro le donne in Marocco- ha spiegato alla France Presse l’avvocata marocchina Aiche Lekhmass  &#8211; fa parte dell’immaginario collettivo, delle mentalità e dei riti. Se due giovani si tolgono la vita per non essere costrette alle nozze significa che la strada da fare è ancora molta”.</p>
<p>Un anno fa il re del Marocco Mohammed VI aveva annunciato un progetto di riforme per trasformare in costituzionale una monarchia di diritto divino, con libertà per i partiti, con i poteri politici in mano al capo del governo, e con la separazione dell’ esecutivo dal sistema giudiziario, garantendo i diritti delle donne e delle minoranze, a cominciare da quelle religiose. Ma lo scorso novembre il  Marocco ha dato per la prima volta la maggioranza parlamentare al Pjd, un partito islamista moderato che ha preso il nome, Giustizia e sviluppo, dal modello vincente in Turchia e che prevede nel suo programma la negazione della laicità dello Stato, il no agli omosessuali, il sì alla pena di morte e a un aumento delle tasse sugli alcolici.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/09/marocco-sei-milioni-di-donne-vittime-di-violenze-sessuali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morocco: Should pre-marital sex be legal?</title>
		<link>http://iscos.cislmarche.it/2012/08/morocco-should-pre-marital-sex-be-legal/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=morocco-should-pre-marital-sex-be-legal</link>
		<comments>http://iscos.cislmarche.it/2012/08/morocco-should-pre-marital-sex-be-legal/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 17:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomogiovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iscos.cislmarche.it/?p=1984</guid>
		<description><![CDATA[(asafeworldforwomen.org) The editor of Morocco&#8217;s Al-Ahdath Al-Maghribia daily newspaper, Moktar el-Ghzioui, is living in fear for his life after he expressed support for pre-marital sex during a local television debate. &#8220;The next thing there was a cleric from Oujda releasing<span class="ellipsis">&#8230;</span><div class="read-more"><a href="http://iscos.cislmarche.it/2012/08/morocco-should-pre-marital-sex-be-legal/">Leggi altro &#8250;</a></div><!-- end of .read-more -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(asafeworldforwomen.org)</p>
<p>The editor of Morocco&#8217;s Al-Ahdath Al-Maghribia daily newspaper, Moktar el-Ghzioui, is living in fear for his life after he expressed support for pre-marital sex during a local television debate.</p>
<p>    &#8220;The next thing there was a cleric from Oujda releasing a fatwa that I should die,&#8221; he says. &#8220;I am very scared for myself and my family. It&#8217;s a real blow to all the modernists who thought Morocco was moving forward.&#8221;</p>
<p>According to article 490 of the penal code, Moroccans can be jailed for having sexual relations outside marriage.</p>
<p>This is based on Islamic law, which bans unmarried people from engaging in sexual activity.</p>
<p>This is why Mr Ghzioui&#8217;s televised comments created huge controversy in a society that remains predominantly conservative.</p>
<p>The Moroccan Human Rights Association is calling for an overhaul of the penal code in order to tackle the harassment of women, often by sexually frustrated men.</p>
<p>However, even if the law is changed, sex therapist Abu Bakr Harakat believes that negative perceptions of sex outside the marital home, and the importance many people attach to a woman&#8217;s virginity, will not change overnight.</p>
<p>&#8220;Society forces people to respect laws and not the individual,&#8221; he says.</p>
<p>Amina Filali&#8217;s death in March sparked outrageAmina Filali&#8217;s death in March sparked outrage<br />
Ordered to marry the man who raped her</p>
<p>For example, last year, a judge ordered a 16-year-old girl, Amina Filali, to marry the man who had raped her, in order to preserve her family&#8217;s honour.</p>
<p>She committed suicide in March after she was severely beaten by her husband.This incident happened in a poor rural village in the north of Morocco, where traditional beliefs are strong. A sociologist at the University of Mohammed V, Abdessamad Dialmy, argues that article 490 needs to be removed because human beings have the right to sex.</p>
<p>He says more and more unmarried couples are having sex because they are getting married much later.</p>
<p>&#8220;Society may not talk about sex but they think about it all the time,&#8221; he says.</p>
<p>With pre-marital sex on the increase, some couples are able to sidestep the restrictive laws, such as the ban on sharing hotel rooms.</p>
<p>Loubaba, 25, is an example of the young generation whose attitudes are changing.</p>
<p>    &#8220;If I want to go and spend a nice weekend with my boyfriend, we will just book two separate rooms,&#8221; she says, giggling.</p>
<p>But she knows she is running a risk.<br />
&#8216;Female hunting&#8217;</p>
<p>An unmarried man and woman were recently jailed for six weeks after they were caught having sexual relations.</p>
<p>Imam Hassan Ait Belaid who preaches at a mosque in the commercial capital Casablanca says article 490 is part of the culture of a non-Western society.</p>
<p>    &#8220;If the code is removed, we will become wild savages. Our society will become a disaster,&#8221; he says.</p>
<p>Critics of the Islamists argue that the strict sex laws merely increase the harassment of women.</p>
<p>Men often talk of going for &#8220;female hunting&#8221;, as they drive down boulevards trying to pick up women.</p>
<p>Such harassment shows the sexual frustration that persists in predominantly conservative Muslim societies, analysts say.</p>
<p>But Morocco&#8217;s Justice Minister Mustapha Ramid, from the newly elected Islamist government, has made it clear that he will not change the law.</p>
<p>    &#8220;Legalising sex outside marriage is an initiative to promote debauchery,&#8221; he said recently.</p>
<p>When a new constitution was unveiled last year, Western leaders praised Morocco as a role model for democracy and modernity compared to its neighbours.</p>
<p>Many young people want to see a society where liberal freedoms can be expressed in the way Mr Ghzioui has.</p>
<p>But the problem is that it clashes with those who want to stick with the country&#8217;s deeply embedded Islamic traditions.</p>
<p>Moroccan society seems to be torn between conservative and liberal ways of thinking, just as it is torn between the influences of the East and the West.</p>
<p>However, the fact that the issue is for the first time a hot topic of debate shows that long held taboos are slowly being broken.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iscos.cislmarche.it/2012/08/morocco-should-pre-marital-sex-be-legal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
